MidiFormer


I MidiFormer, inizialmente denominati MacsOutiL, sono delle patch sviluppate al Groupe de Recherches Musicales (GRM) che si interfacciavano con il software Max. Nascono dall’idea di utilizzare la tecnologia Midi in applicazioni per il tempo reale che rispondessero alle esigenze di quanti erano impegnati nell’ambito della musica concreta.

Cenni storici – Con il progresso tecnologico degli anni Novanta anche il GRM è interessato da un crescente sviluppo di nuovi strumenti informatici. Tra questi, oltre il GRM Tools e l’Acousmographe, troviamo anche i Midiformer. Inizialmente denominati MacsOutiL, i MidiFormer erano delle patch sviluppate per funzionare con il software Max.[1] L’idea, di Serge Delaubier (compositore e sviluppatore), era di unire le potenzialità in tempo reale di Max con le funzionalità dei sistemi Midi.

Il Midi – Delaubier, agendo sulle singole note di un sintetizzatore o di un campionatore, pensava di sfruttare l’approccio alla nota, utilizzato nei sistemi Midi, per la generazione di complesse strutture sonore; in questo modo, quindi, attraverso i MidiFormer si poteva adottare un approccio basato su eventi sonori.[2]

Aspetti tecnici – I MidiFormer furono sviluppati per computer Macintosh. Ciascuna patch era caratterizzata da un’interfaccia grafica di controllo simile a quella adottata con il Syter. Sfruttando alcune caratteristiche proprie del MIDI, come il Pitch Control, si restituiva la sensazione di avere un controllo continuo sui parametri sonori quale, ad esempio, quello dell’altezza.[2] I MidiFormer sono stati distribuiti gratuitamente fin dal 1992 e fino alla fine degli anni Novanta, quando si è interrotta la ricerca e lo sviluppo di questo tipo di tecnologia.[2] I MidiFormer erano stati concepiti per un utilizzo con una tastiera e un banco di 8 fader MIDI. Nel corso degli anni, complessivamente, furono realizzate cinque differenti patch: Rebond, Hasard, Launcer, Grain-Glisse e Metro.[2]

Rebond – Questa patch consentiva di simulare il lancio di oggetti. Il grado di realismo poteva essere modificato agendo su parametri quali gravità e sensibilità, controllabili via mouse o tramite i fader.

Hasard – Generava flussi di note MIDI i cui valori di altezza, velocity e densità si potevano modificare e controllare in in tempo reale.

Lanceur – Permetteva di generare eventi sonori simulando il funzionamento della ruota della fortuna. Di questa si poteva controllare la velocità di rotazione attraverso il movimento dei fader.

Grain-Glisse – Basata su approccio granulare, questa patch consentiva diversi tipi di controllo su materiale sonoro eseguito a ciclo continuo (loop). Era possibile eseguire fino ad 8 loop contemporaneamente e ciascun loop poteva essere controllato agendo sulla microtonalità, la densità e velocità di movimento.

Metro – L’ultima patch, invece, permetteva l’utilizzo dell’effetto eco con un controllo metronomico. Attraverso la tastiera si determinava la velocity delle note eseguite in eco.

 

Per scrivere questa voce ho letto:

[1] Serge de Laubier, Daniel Teruggi, MIDI Generation of Sound Morphologies, Proceedings of International Computer Music COnference, 1991, McGill University.
[2] Daniel Teruggi, Technology and musique concrète: the technical developments of the Groupe de Recherches Musicales and their implication in musical composition, Organised Sound, Vol. 12 [3], 2007.

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