Music 360 published on 24/10/2011 da Alex di Nunzio

Il Music 360 è un software per la sintesi dei suoni, il primo sviluppato da Barry Vercoe che negli anni Ottanta avrebbe sviluppato Csound.

Cenni storici – È stato sviluppato al Massachusetts Institute of Technology (MIT) nel 1968. Sullo sviluppo di questo software furono importanti le esperienze condotte da Veroce a Princeton al fianco di Godfrey Winham, Hubert Howe e James K. Randall, il gruppo di lavoro del Music IVB e del Music IVBF. Certamente questo approccio spiega il fatto per cui Music 360 sia più vicino al Music IV che al Music V.

Ritorno all’assembler – Con il Music 360 Vercoe compie, per alcuni aspetti, un passo indietro. Mentre altrove si sviluppavano software che mettevano da parte l’Assembler, Vercoe decise di riutilizzarlo al fine di stabilire un equilibrio tra la velocità computazionale del linguaggio macchina e la facilità d’uso consentita da un linguaggio di alto livello come il Fortran. Il numero 360 sta ad indicare l’assembler degli IBM 360 per i quali fu pensato il software di Vercoe. In realtà, inizialmente, Vercoe aveva preventivato l’utilizzo del BEFAP, l’assembler dell’IBM 7094 di Princeton, perché su questo aveva fatto le sue prime esperienze. Quando iniziò a lavorare sul proprio software, però, Veroce si trovò di fronte l’IBM 360 che lo costrinse ad un cambio di strategia.1 Al di là di tutto, il motivo di questo ritorno all’assembler si rintraccia nella volontà di sfruttare da un lato la velocità computazionale del linguaggio macchina e dall’altro la facilità d’uso dei linguaggi di alto livello. Un equilibrio raggiunto con successo, come ci testimonia anche l’uso del software per molti anni (fino ai primi anni Novanta) oltre che la sua diffusione, perfino in Italia dove fu importato al CSC di Padova da James Dashow, il quale approntò anche una versione personalizzata chiamata Music 30.2

1 Cfr. AA.VV., The Csound Book, a cura di Richard Boulanger, The Mit Press, New York, 2000, p. xxvii. Torna su

2 Cfr. Richard Karpen, An Interview with James Dashow, Computer Music Journal, Vol. 27 [2], 2003, pp. 14 – 29. Torna su