Syter


Il Syter è un sistema per la computer music in tempo reale sviluppato al Groupe de Recherches Musicales (GRM) di Parigi a partire dalla metà degli anni Settanta. È stato utilizzato fino alla metà degli anni Novanta prima di essere sostituito dal GRM Tools.

Prima del Syter – Prima del Syter, l’attività informatica all’interno del GRM si era svolta principalmente nel campo del tempo differito, attraverso l’utilizzo del Music V di Max Mathews e attraverso lo sviluppo dei software Studio 123. Il Syter rappresenta un ritorno al discorso sul tempo reale. Si parla di ritorno perché in precedenza questa strada era stata esplorata con i lavori sul Syntom, un progetto elaborato insieme a Knut Wiggen dell’EMS di Stoccolma, risultato fallimentare.

I primi anni – Una svolta verso il Syter avviene con l’arrivo al GRM di Jean-François Allouis. Già durante gli anni di lavoro sul pacchetto Studio 123 mostrò un maggiore interesse verso le applicazioni in tempo reale del computer e per tal motivo spinse la ricerca verso il progetto Syter (inizialmente SYnthèse en TEmps Réel poi SYstème en TEmps Réel).[1] Il progetto del Syter fu avviato già nel 1975. Nel 1977 fu terminato il primo prototipo e utilizzato per la realizzazione di Cristal di François Bayle. Nel corso degli anni successivi si susseguirono diverse versioni modificate e migliorate, fino a quella definitiva del 1984, il Syter 3, considerato il primo modello integralmente operativo. La precedente versione, invece, denominata Syter 2, fu considerata un fallimento: il processore, infatti, era privo di un computer dedicato al suo controllo, rendendo il suo utilizzo eccessivamente limitato e per questo il Syter 2 non fu mai utilizzato.[1] Il gruppo di lavoro organizzato da Jean-François Allouis prevedeva Jean-Yves Bernier (responsabile della parte grafica), Richard Bulski (responsabile dei collegamenti hardware e software), Hugues Vinet (sviluppò il software per l’editing) e Yann Geslin (responsabile dell’interfaccia grafica). A questi si aggiungono Pierre Dutilleux, André Prot e altri componenti dello staff della Digilog, responsabili per lo sviluppo industriale che portò allo sviluppo di dieci copie tra il 1985 e il 1987.[2]

L’Hardware – Il sistema del GRM era equipaggiato con un processore per il tempo reale chiamato appunto Syter, collegato ad un mini computer PDP 11/23 (nella versione della compagnia informatica Bull). Prevedeva, inoltre, una memoria fisica per l’archiviazione dati, due strumenti di input e otto per l’output. Poteva essere gestito attraverso un mouse e uno schermo grafico. Allouis si dedicò in prima persona alla realizzazione del processore, ai convertitori per l’input e l’output e dell’interfaccia MIDI. Il precedente lavoro svolto per il pacchetto Studio 123 non andò perso, molte funzionalità e diversi algoritmi utilizzati in precedenza furono riadattati e introdotti nel nuovo sistema.

L’interfaccia grafica – Uno degli aspetti innovativi più interessanti era senza dubbio la presenza di un’interfaccia grafica gestibile attraverso il mouse, che consentiva un controllo in tempo reale dei diversi parametri. L’interfaccia in questione riproduceva un classico banco mixer equipaggiato con slider, trigger e joystick, ovviamente virtuali. Il software di gestione dell’interfaccia grafica era denominato SYG.[2]

Peculiarità del software – Da un punto di vista informatico il Syter era strutturato secondo dei moduli basici che potevano essere combinati insieme per formare degli strumenti. La combinazione di questi moduli avveniva attraverso un linguaggio di programmazione. Tra questi moduli troviamo oscillatori, inviluppi, armonizzatori, delay, generatori di rumore e così via. L’approccio, quindi, prende a modello il sistema delle UG introdotto con il Music III. C’è da sottolineare che nel caso del Syter vi erano anche diverse versioni di stessi moduli, questo perché ogni versione era stata riadatta alle specifiche esigenze di quei compositori che mostravano particolare esigenze. Così come era avvenuto con lo Studio 123, anche per il Syter si organizzarono workshop, corsi per stimolare i compositori all’utilizzo. Oltre trecento lavori sono stati realizzati con questo sistema.[1]

Applicazioni del Syter – Il sistema del GRM poteva essere utilizzato per diverse funzioni quali sintesi dei suoni, analisi dello spettro sonoro e perfino processamento delle immagini. Per quanto riguarda l’analisi va segnalato che il gruppo di lavoro del CNRS di Marsiglia, che comprendeva tra gli altri Daniel Arfib e Jean-Claude Risset, integrò nel Syter il metodo Wavelet utilizzato per l’analisi e la risintesi dei segnali sonori.[3] Particolari applicazioni dei Syter sono state fatte anche in ambito industriale e militare per le quali la Digilog ha sviluppato una particolare versione denominata Genesis.[2]

L’eredità del Syter – Il Syter fu utilizzato fino al 1995. Ancora oggi è presente nei locali del GRM ma chiaramente è caduto in disuso. Così come molti elementi dei software di Studio 123 furono riutilizzati nel Syter, allo stesso modo diversi moduli di quest’ultimo furono poi riutilizzati nel GRM Tools.

 

 

Per scrivere questa voce ho letto:

[1] Daniel Teruggi, Technology and musique concrète: the technical developments of the Groupe de Recherches Musicales and their implication in musical composition, Organised Sound, Vol. 12 [3], 2007.
[2] Yann Geslin, Digital Sound and Music Transformation Environments: A Twenty-year Experiment at the “Groupe de Recherches Musicales, Journal of New Music Research, Vol. 31 [2].
[3] Richard Kronland-Martinet, The Wavelet Transform for Analysis, Synthesis, and Processing of Speech and Music Sounds, Computer Music Journal, Vol. 12 [4], 1988.

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