James Dashow – Computer Music, musica elettronica


cover-james-dashow-computer-music-music-elettronicaTitolo: Computer music, musica elettronica
Autore: James Dashow
Etichetta: Edizioni Musicali EDI-PAN
Anno: 1982
Durata: 00:46.51

James Dashow è un compositore di origini americane che da molti anni ha scelto l’Italia come suo nuovo paese di residenza. La sua formazione musicale è avvenuta al fianco di importanti personalità quali Milton Babbitt e James Randall dell’Università di Princeton, fino a Goffredo Petrassi di cui ne frequentò le lezioni all’Accademia di Santa Cecilia di Roma.

Per quanto possa essere poco noto al grande pubblico, James Dashow ha svolto un ruolo importante nella storia della musica informatica in Italia. Dopo esservi approdato intorno alla metà degli Settanta, Dashow si legò presto alle attività che si iniziavano a condurre presso il Centro di Sonologia Computazionale di Padova, che fu il primo centro italiano a svolgere un lavoro di ricerca di un certo livello, ed aprendo anche alla composizione di importanti opere elettroniche tra le quali spiccano i lavori di Luigi Nono e Marco Stroppa.

Il contributo di James Dashow non si espresse soltanto in qualità di compositore in residence, ma contribuì anche all’importazione dei primi importanti linguaggi di programmazione per la musica (una sorta di versione preistorica dei moderni software, per chi non avesse dimestichezza con l’argomento) quali il Music IVBF e il Music 360 (di cui Dashow ne approntò una nuova versione denominata Music 30), quest’ultimo un importante “esemplare” di Music N.

Chiaramente anche l’attività compositiva fu particolarmente prolifica e questa pubblicazione non è affatto esaustiva dei tanti lavori di computer music composti da Dashow nel corso degli anni.

Effetti Collaterali (1975) fu realizzato su commissione di Francois Bousch ed eseguito in prima assoluta nel 1976 all’Accademia di Francia. Il materiale sonoro digitale, a cui si affianca il clarinetto di Phillip Rehfeldt, fu composto attraverso il software Music IVBF e l’applicazione di particolari procedure, il sistema Diadi, che Dashow sviluppò proprio in quegli anni.

Il secondo lavoro di questa raccolta è Partial Distances (1978/1979) che si basa su una parte analogica, composta nello Studio di Musica Elettronica Sciadoni di Roma, ed una parte digitale realizzata al CSC di Padova. L’opera fu oggetto di una revisione definitiva nel 1979.

L’ultimo brano in raccolta è Conditional Assemblies (1980), realizzato su commissione del LIMB (Laboratorio di Informatica Musicale della Biennale di Venezia). Anche questo lavoro fu realizzato con le attrezzature del CSC. In sostituzione del Music IVBF, Dashow utilizzò il Music 360 di Barry Vercoe. Il brano fu premiato con un secondo posto al IX Concorso Internazionale di Musica Elettroacustica di Bourges nel 1981.

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