Fotostoria #1: Pietro Grossi


Pietro Grossi, pioniere della computer music in Italia, ha iniziato a sperimentare l’uso del mezzo informatico a partire dagli anni Sessanta.

Pietro Grossi non è un personaggio particolarmente noto al grande pubblico, benché si possa considerare tra i pionieri nell’ambito della computer music, e di certo lo fu in Italia. I suoi interessi per la musica elettronica si manifestano a partire dagli anni Sessanta, mentre i primi esprimenti di computer music sono datati 1967. Tuttavia prima di dedicarsi alla composizione tramite il mezzo elettronico Pietro Grossi fu innanzitutto un apprezzato violoncellista, diplomatosi al Conservatorio di  Bologna in violoncello e composizione.

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Un giovane Pietro Grossi con il suo violoncello.

La cosa che più mi ha colpito di Pietro Grossi è che pur avendo condotto un’attività sperimentale di un certo interesse, sia rimasto piuttosto nell’ombra, non solo sul piano internazionale, che potrebbe anche essere comprensibile, ma lo è anche in Italia; e questo suo essere nell’ombra si riflette anche sui materiali reperibili in rete, praticamente inesistenti. Lo stesso destino è toccato ad un altro pioniere europeo della musica informatica, il francese Pierre Barbaud, difficilissimo reperirlo in rete o nella letteratura sull’argomento.

Nella foto qui sotto Pietro Grossi è stato immortalato vicino ad un grande sistema elettronico. Mi dispiace non aver trovato nulla che spieghi di cosa si tratti, ma mi auguro che ci sia qualcuno in grado di contribuire a questo post nei commenti, spiegando cosa fosse quell’insieme di congegni e magari spiegare anche in che posto si trovasse Pietro grossi in quel momento.

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Pietro Grossi ritratto in un qualche studio di musica elettronica.

La foto successiva sembra essere stata scattata nello stesso momento di quella precedente, e rimane il mistero sul posto e sulla natura delle attrezzature immortalate.

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Un’immagine più dettagliata che segue quella precedente.

Anche se l’immagine è piuttosto piccola, ma in rete non si trova di meglio, ben diversa è la storia di questi dispositivi. Dovrebbe trattarsi dei computer TAU e TAU2.

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I computer TAU e TAU2.

Anche se non fu molto noto al grande pubblico, di certo Pietro Grossi lo fu tra coloro che a vario titolo hanno dato un contributo alla storia della musica informatica in Italia. Nell’immagine qui sotto il compositore veneziano è attorniato da alcuni compositori come (da sinistra) Agostino Di Scipio, Marco Ligabue, Francesco Giomi, Pietro Grossi, Roberto Doati e Lelio Camilleri.

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Al centro Pietro grossi, in occasione del concerto in onore del suo ottantesimo compleanno in Sala Vanni a Firenze, 1997. Attorno al compositore alcuni dei protagonisti della musica informatica in Italia: Agostino Di Scipio, Marco Ligabue, Francesco Giomi, Pietro Grossi, Roberto Doati e Lelio Camilleri. (via robertodoati)

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Pietro Grossi insieme a Graziano Bertini.

L’immagine sotto mostra la copertina del manuale del Teletau, un pacchetto di programmi per l’informatica musicale, sviluppato per essere installato sui computer del CNR di Pisa, ma fruibile da altri dispositivi mediante un collegamento telefonico. La possibilità di lavorare a distanza attraverso un collegamento di rete fu tra i traguardi più importanti raggiunti dalla ricerca sull’informatica musicale in Italia a metà degli anni Ottanta.

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La copertina del manuale d’uso per il Teletau.

Pietro Grossi al CNUCE di Pisa, 1965.

Pietro Grossi al CNUCE di Pisa, 1965.

La storia di Pietro Grossi è segnata da un’altra tappa. Intorno alla metà degli anni Ottanta il musicista/compositore veneziano inizia a dedicarsi anche alla produzione grafica per mezzo del computer, arrivando a coniare il concetto di Homeart: arte creata da se, per se stessi, realizzando opere presentate in numerose esposizioni in giro per l’Italia. 

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Una delle opere prodotte da Pietro Grossi con il computer per il progetto Homeart.

Intorno ai primi anni Novanta si lascia catturare da un nuovo progetto: l’Homebook. Si tratta di un’editoria personalizzata di opere realizzate con programmi sviluppati da Grossi, i quali garantiscono l’unicità di ogni realizzazione. I libri erano stampati mediante stampanti ad aghi in un unica copia. Il progetto fu presentato anche al Museo Pecci di Prato.

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La copertina del primo Homebook stampato da Pietro Grossi.

Nel 1997 Pietro Grossi è ancora una volta impegnato in un progetto di grafica computerizzata. Questa volta si tratta di netOper@, prima opera collaborativa italiana realizzata attraverso la rete. In occasione di questo progetto Pietro Grossi conosce ed inizia a collaborare con Sergio Maltagliati per un progetto di musica in rete.

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Pietro Grossi e Sergio Maltagliati presso la galleria d’arte Il Gabbiano, La Spezia, 1997. (via visualmusic)

Pietro Grossi avrebbe dovuto partecipare anche ad un successivo progetto insieme a Sergio Maltagliati, che avrebbe dovuto utilizzare anche la rete GSM, ma il compositore veneziano non farà in tempo a vederlo realizzato, in quanto morirà nel 2002 a Firenze, dove si svolse gran parte della sua storia di pioniere della computer music.

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