Fotostoria #4: HPSCHD


Un po’ di tempo fa ho scritto un articolo dedicato a HPSCHD, una grande performance multimediale realizzata da John Cage e Lejaren Hiller nel 1969, ed ideata per celebrare il centenario dell’Università dell’Illinois di Urbana-Champaign, dove negli anni precedenti si realizzarono importanti esperimenti di musica informatica, come la Illiac Suite, e questo motivò l’idea di realizzare un’opera che prevedesse l’uso del computer.


Scrivendo quell’articolo, a cui rimando il lettore che volesse approfondire le questioni tecniche, storiche ed artistiche che interessano il progetto HPSCHD, ho avuto modo di trovare numerose immagini che vorrei riproporre in questo nuovo numero della serie Fotostoria, continuando così il lavoro già presentato con Pietro Grossi, Luigi Nono e Iannis Xenakis.

John-Cage-Lejaren-Hiller-Morton-Feldman

Leggendo i diversi articoli, e libri che scrivono del progetto HPSCHD, anche quando riportano le testimonianze dirette dei due protagonisti qui sopra, non è chiaro se l’idea di un’opera da realizzare attraverso il computer sia stata di John Cage o se questi sia stato invitato da Lejaren Hiller, che già lavorava per l’Università dell’llinois. In questa foto, Cage e Hiller sono ritratti insieme a Morton Feldman, sulla destra.

 

john-cage-hpschd-front-page-manuscript

Al di là di chi abbia per primo ideato una grande performance multimediale che sfruttasse le potenzialità del computer, sappiamo di certo che inizialmente Lejaren Hiller avrebbe dovuto svolgere il ruolo di semplice collaboratore, supportando Cage nella realizzazione dell’opera. In verità fu propri quest’ultimo a richiedere che i crediti per HPSCHD fossero riconosciuti ad entrambi. Evidentemente il supporto di Hiller alla fine andò oltre quello di un mero assistente tecnico. Nella foto la prima pagina della prima edizione di HPSCHD, in una ripresa di questi anni.

lejaren_hiller_and_john_cage_working_for_hpschd

Probabilmente non poteva che svilupparsi come una lavoro a quattro mani quello di Hiller a Cage, dato che quest’ultimo non aveva alcuna esperienza e conoscenza di mezzi informatici, benché fosse stato anch’egli un pioniere della musica elettronica. Hiller, invece, già negli anni Cinquanta aveva realizzato la Illiac Suite, la prima opera realizzata attraverso un computer. Nell’immagine i due compositori sono giocherellano con i dispositivi elettronici, probabilmente digitali ,dell’Università dell’Illinois.

 

john-cage-in-an-electronic-studio

Un’altra immagine di John Cage in uno studio per la musica elettronica. Non sono certo che si tratti della stessa situazione della foto di sopra, tuttavia l’abbigliamento, i capelli e la condizione della sigaretta fanno pensare che anche questa foto sia stata scattata nello stesso momento.

 

sdfdsf

Nella foto Antoinette Vischer seduta al clavicembalo in occasione della prima performance di HPSCHD, 1969, da lei commissionata. Il titolo dell’opera è una forma contratta della parola Harpsichord, clavicembalo. Il titolo è ispirato dalla commissione che Cage ricevette dalla Vischer, la quale aveva avviato un progetto di opere commissionate e dedicate al clavicembalo.

letter-from-john-cage-to-lejaren-hiller

Telegramma di John Cage a David Eisenman, dell’Università dell’Illinois. Cage lo avverte che HPSCHD non sarebbe stata pronta per l’11 Marzo del 1968. Ci volle più tempo del previsto per portare a termine l’opera, anche per via delle tante figure artistiche che coinvolgeva, per questo motivo HPSCHD è datata 1967/1969.

 

Heimbecker_Sara

La riproduzione di un manoscritto su cui vi sono degli appunti musicali per le parti da realizzare con il computer. Il grande ritardo con cui fu presentata l’opera, come accennavo, fu sicuramente dovuto alle tante professionalità che il progetto multimediale chiamava in causa, ma non va dimenticato che anche la parte musicale si presentava particolarmente complessa. In effetti erano previste parti da realizzare al computer ma anche parti da riprendere da altre opere già note.

 

Una timeline dei compositori utilizzati in HPSCHD, con le relative date di nascita e morte. Sulla destra una serie di alternative per un’eventuale sostituzione di Ives. Manoscritto della John Cage Collection della New York Public Library di New York.

Una timeline dei compositori utilizzati in HPSCHD, con le relative date di nascita e morte. Sulla destra una serie di alternative per un’eventuale sostituzione di Ives. Manoscritto della John Cage Collection della New York Public Library di New York.

sdf

Il manoscritto a firma John Cage del primo movimento della Sonatina N. 2 di Busoni, riscritta in 3/4 per essere utilizzata in HPSCHD. Oltre alle parti realizzate con il computer, le sette parti di clavicembalo avrebbero dovuto attingere anche da opere già edite, tra gli autori selezionati compare anche Ferruccio Busoni.

Una pagina del solo N.° 5. La seconda misura è presa da Busoni, in rimpiazzo di un’estrapolato da Charles Ives, Alla misura 5 alcuni appunti di John Cage per risolvere il problema delle note che eccedono l’ambito dello strumento. John Cage Collection, New York Public library, New York.

sss

Gli esagrammi ottenuti con la routine DICEGAME. Una parte importante del progetto prevedeva l’applicazione di tecniche aleatorie attraverso l’imposizione degli I-Ching con il computer. Per fare questo Hiller e Cage approntarono un software denominato DICEGAME, di cui l’immagine mostra un risultato stampato.

Heimbecker_Sara

Oltre ad essere particolarmente complessa sul piano della composizione musicale, HPSCHD si presentava molto articolata anche dal punto di vista della presentazione ed esecuzione dal vivo; trattandosi di una performance erano previste sezioni video e di grafica visiva in generale. L’immagine ci mostra la ricostruzione mnemonica di una partecipante: vi è raffigurata la Assembly Hall la sera della prima esecuzione nel 1969 e il modo in cui furono disposti io diversi elementi.

 

Un'immagine dell'Assemlby Hall prima della performance. Si notano i banner grafici.

La parte visiva della performance occupava un ruolo di primo piano nella realizzazione dell’opera, per questo motivo furono coinvolti molte persone, alcune delle quali nomi di assoluto rispetto nell’ambito dell’arte grafica. Nella foto qui sopra una parte dell’allestimento dell’Assemlby Hall prima della performance. Da notare i tanti banner grafici che scendono dal soffitto.

sdf

Il lavoro sulle parti grafiche fu affidato essenzialmente a Calvin Sumsion, il quale a sua volta si occupò di commissionare lavori ad altri esponenti dell’arte grafica. Sumsion fece uso delle stesse tecniche aleatorie adottate da John Cage per stabilire la posizione e le sequenze di fotografie tratte da due enciclopedie, e proiettate su teli di plastica trasparente. Con molta probabilità anche il poster qui raffigurato fu ottenuto con le stesse tecniche aleatorie.

sdf

Anche quest’immagine mostra un poster realizzato da Calvin Sumsion, adottando la medesima metodologia del precedente poster, cioè utilizzando i dati ottenuti con il software DICEGAME.

 

Heimbecker_Sara

Calvin Sumsion non ebbe solo il compito di realizzare lavori di grafica ma fu responsabile anche di commissioni rivolte ad altre professionalità. Tra i nomi selezionati vi furono Ronald Resch al quale fu chiesto di preparare una serie di armonografie, e Gary Viskupic a cui fu chiesto di realizzare un poster che raffigurasse John Cage avanti ad un drago con tre teste: quella di Bach, Beethoven e Schumann. La grafica ottenuta fu utilizzata per il poster di presentazione della prima assoluta all’Università dell’Illinois, il 16 Maggio del 1969.

 

dsfg

Due delle tante armonografie realizzate da Ronald Resch.

sdf

Una fotografia scattata la sera della prima esecuzione nell’Assembly Hall dell’Università dell’Illinois, 16 Maggio 1969.

sdgfsg

La sera della prima esecuzione non mancano momenti di puro merchandising, con la vendita di t-shirt realizzate da Gary Viskupic e raffiguranti Beethoven con indosso la felpa dell’Università dell’Illinois che porta il volto di John Cage.

Heimbecker_Sara

Un’ingrandimento della grafica realizzata da Gary Viskupic per le t-shirt in vendita la sera della prima di HPSCHD.

 

sdfsf

Anche l’attività di merchandising fu influenzata dalle metodologie aleatorie di John Cage. L’immagine mostra una tabella per calcolare il prezzo di vendita dei poster, sulla base dell’I-ching.

cover-john-cage-lejaren-hiller-hpschd-nonesuch

Benché HPSCHD si presentasse come un progetto molto complesso, ideato per essere rappresentato ed eseguito dal vivo, la Nonesuch Records ne volle fare anche un’edizione in studio. La particolarità: l’ascoltatore era istruito su come manovrare le manopole per il volume sui due canali stereo, per vivere un’esperienza non di ascolto passivo, ma di partecipazione, così come era nello spirito della performance.

 

program-knobs-for-hpschd

Per consentire all’utente di poter agire sui volumi dei canali stereo, fu messo a punto un software dedicato, denominato KNOBS, di cui l’immagine mostra l’alrgoritmo.

 

L'immagine sopra, compresa quella di seguito, mostra il programma di sala della prima esecuzione, nel 1969. Tuttavia bisogna ricordare che altre esecuzioni, seppure con alcune modifiche, furono organizzate nel corso dello stesso anno e degli anni successivi, fino ad arrivare ad anni piuttosto recenti.

L’immagine sopra, compresa quella di seguito, mostra il programma di sala della prima esecuzione, nel 1969. Tuttavia bisogna ricordare che altre esecuzioni, seppure con alcune modifiche, furono organizzate nel corso dello stesso anno e degli anni successivi, fino ad arrivare ad anni piuttosto recenti.

La seconda pagina del programma di sala della prima esecuzione di HPSCHD, datata 16 Maggio 1969.

La seconda pagina del programma di sala della prima esecuzione di HPSCHD, datata 16 Maggio 1969.

 

Poster per l'esecuzione alla Buffalo, 1980.

Il poster per la serata alla Albright-Knox Art Gallery di Buffalo, New York 1980. In verità non è sempre chiaro a quale esecuzione faccia riferimento il poster in questione ed il programma della foto successiva.

Il programma di sala per la performance alla Albright-Knox Art Gallery, 1980.

Il programma di sala per la performance alla Albright-Knox Art Gallery di Buffalo, New York 1980.

 

John Cage, facing camera Lejaren Hiller, Neely Bruce, facing away from camera; Peter Doell, back near camera  HPSCHD - 1971 - SUNY Albany

Alcune immagini che con molta probabilità risalgono alla performance della Albright-Knox Art Gallery di Buffalo, New York 1980.

 

John Cage and Lejaren Hiller HPSCHD - 1971 Suny Albany performance - overview of Art Gallery during setup

Alcune immagini che con molta probabilità risalgono alla performance della Albright-Knox Art Gallery di Buffalo, New York 1980.

 

John Cage and Lejaren Hiller HPSCHD - 1971 SUNY Albany performance - back room setup with lots and lots of tape recorders

Alcune immagini che con molta probabilità risalgono alla performance della Albright-Knox Art Gallery di Buffalo, New York 1980.

 

Per approfondire la storia di HPSCHD, rimando alla lettura dell’articolo completo che potete trovare cliccando questo link.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *