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Dmitri Shostakovich e The Gadfly: recensione dell’album ‘Music for the Film’ e della suite op. 97a

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Music for the Film: The Gadfly, è un LP che presenta una delle partiture cinematografiche più affascinanti e accessibili di Šostakovič, in una versione compatta ma molto curata, affidata all’USSR Cinema Symphony Orchestra diretta da Emin Khachaturian. È un disco che permette di leggere in controluce sia il film sovietico del 1955, sia un capitolo importante dell’attività di Šostakovič per il grande schermo, ed è ora disponibile per il download grazie alle risorse del web.

Il film «The Gadfly» e il contesto storico

The Gadfly (titolo originale russo: Ovod) è un film storico d’azione sovietico prodotto dalla Lenfilm e uscito nel 1955, diretto da Aleksandr Fajncimmer (Faintsimmer) su sceneggiatura di Evgenij Gabrilovič. L’opera porta sullo schermo il romanzo omonimo di Ethel Lilian Voynich (1897), allora molto popolare nell’Unione Sovietica, soprattutto per il suo intreccio di rivoluzione, religione e melodramma.​

L’azione è ambientata nell’Italia del Risorgimento, in un’Italia centro-settentrionale ancora dominata politicamente e militarmente dall’Impero austriaco, dove i patrioti cospirano per l’indipendenza in un clima di occupazione e repressione. Nel 1955, raccontare il Risorgimento italiano significava per il cinema sovietico mettere in scena in forma allegorica la lotta dei popoli oppressi e il mito del rivoluzionario pronto al sacrificio, in linea con la lettura ideologica allora dominante.​

Trama e linee ideologiche del film

Il protagonista è Arthur Burton, giovane idealista inglese trasferito a Livorno, che si avvicina al movimento “Giovane Italia” e alla causa patriottica. Un nodo drammatico centrale è il suo rapporto con il vescovo (poi cardinale) Montanelli, figura paterna e spirituale che Arthur scoprirà essere, in realtà, il suo vero padre biologico, con un trauma che incrina definitivamente il suo legame con la Chiesa.

Tradito per ingenuità nel confessionale, Arthur provoca l’arresto dei compagni, viene ripudiato dall’amata Gemma e inscenando la propria morte scompare dall’Italia, per poi riapparire anni dopo, segnato dalle lotte rivoluzionarie in Sud America, sotto il nome di battaglia “Gadfly”. Diventato un pamphlettista rivoluzionario e capo carismatico della resistenza, Arthur ingaggia una guerra clandestina contro le autorità e contro l’istituzione ecclesiastica, fino alla cattura e alla fucilazione finale, che suggellano il suo destino di martire laico della rivoluzione.​

Rispetto al romanzo di Voynich, il film riduce fortemente la componente romantica a favore di una lettura più ideologica e collettiva: il rapporto con Gemma è trasfigurato in un legame principalmente politico, e le gelosie amorose che nel libro oppongono Arthur a Giovanni sono quasi del tutto eliminate. La centralità del tema dell’azione rivoluzionaria, della propaganda e del martirio rende il film un perfetto terreno di gioco per una musica che alterna eroismo, patos lirico e atmosfere popolari, come farà Šostakovič.​

Šostakovič e la musica per il cinema

La produzione cinematografica accompagna Šostakovič lungo quasi tutta la carriera: tra il 1929 e il 1970 compone musiche originali per oltre 35 film, una parte cospicua del suo catalogo, spesso indicata come circa un quarto delle sue opere pubblicate. Inizia con il muto New Babylon (1928–29), prosegue con Alone, The Girlfriends, Golden Hills e giunge fino alle grandi collaborazioni con Grigorij Kozincev per Hamlet (1964) e King Lear (1970), passando appunto per The Gadfly.

Il lavoro per il cinema non è marginale né puramente “alimentare”: gli garantisce una stabilità economica in anni politicamente difficili e diventa un laboratorio di forme, stili e soluzioni orchestrali che poi rientrano anche nelle opere “pure”, come sinfonie e quartetti. Molta critica ha sottolineato come la varietà stilistica, il gusto per il pastiche e l’alternanza di patetico e satirico tipici di Šostakovič trovino nel cinema un terreno di sperimentazione estremamente libero, pur entro i vincoli dell’industria cinematografica sovietica.

La genesi della partitura di «The Gadfly»

La commissione della musica per The Gadfly arriva a Šostakovič in modo improvviso: inizialmente il progetto era stato affidato ad Aram Chačaturjan, che però a fine 1954 dichiara di non poterlo portare a termine per motivi di salute. A quel punto la produzione, preoccupata di non far slittare il film, chiede a Šostakovič di subentrare, e il compositore accetta anche per esigenze economiche, in un momento segnato dalla morte prematura della moglie Nina Varzar (dicembre 1954) e dalla malattia dei suoceri e della madre, scomparsa anch’essa nel novembre 1955.

Nonostante questo contesto biografico oscuro, The Gadfly è l’unico opus che Šostakovič porta a termine nel 1955, collocandosi cronologicamente subito dopo la Decima Sinfonia (1953) e accanto a lavori come la Festive Overture, il Sesto Quartetto e il Secondo Concerto per pianoforte, composti negli anni immediatamente vicini. Il film viene presentato il 12 aprile 1955 e la musica nasce strettamente connessa alle esigenze del montaggio e della narrazione cinematografica, ma è già concepita in moduli riconfigurabili in forma di suite da concerto.​​

Dalla musica per il film alla Suite op. 97a

La Suite da concerto che ascolti in questo LP è l’op. 97a, un distillato in dodici numeri tratto dalla partitura originale per il film, assemblato dal collaboratore e arrangiatore Lev Atovmyan (nelle note inglesi dell’LP traslitterato come Lev Atoumian). I dodici movimenti coprono un ampio arco di caratteri: dall’Ouverture solenne alla Contradance, dalla festa popolare al Notturno e alla celebre Romance, fino al Finale che richiama i materiali iniziali.​​​

Il disco documenta la registrazione effettuata da Melodiya nel 1962 con l’USSR Cinema Symphony Orchestra diretta da Emin Khachaturian, poi licenziata in Occidente da EMI/“Classics for Pleasure” con il titolo “Music for the Film: The Gadfly”. La suddivisione in due facciate di LP propone: lato A con i numeri 1–7 (fino all’“Introduction into the dance”), lato B con i numeri 8–12, dalla Romance al Finale.​

Tre anime stilistiche: arcaica, romantica, popolare

Le note di copertina dell’LP insistono su tre “vene” fondamentali della musica di The Gadfly: arcaica, romantica e popolare. La vena arcaica si manifesta in danze di gusto sette-ottocentesco e in procedimenti come la passacaglia, che evocano un’idea “storica” e quasi da musica di corte o da chiesa, filtrata però dal linguaggio orchestrale novecentesco.​​

La vena romantica è evidente soprattutto nei grandi temi lirici per violino e violoncello soli, che sembrano guardare tanto alla tradizione ottocentesca russa (Tchaikovskij in primis) quanto a un melodramma di ascendenza francese o italiana. Infine, la vena popolare si esprime nei brani di festa e nelle danze di piazza, dove Šostakovič gioca con cliché “italiani” ricreati da una sensibilità russa, spesso con accenti ironici o caricaturali, in un pastiche che è stato accostato a quello delle colonne sonore shakespeariane di Walton.​​​

Alcuni momenti chiave della Suite

L’Ouverture che apre il disco è costruita su un tema puntato, nobile e energico, capace di reggere molteplici usi narrativi nel film e, in concerto, di trasformarsi in emblema sonoro dell’eroismo del protagonista. Le sezioni più agitate richiamano per tensione ritmica e febbre drammatica certi passaggi della Dodicesima Sinfonia, The Year 1917, che sarà composta alcuni anni dopo, a conferma dei rimandi incrociati tra cinema e sinfonismo in Šostakovič.​​​

La Contradance in 3/4, scritta essenzialmente per archi, è un piccolo gioiello di stile “d’epoca”: un gioco di grazia controllata, dove l’“antico” non è mai semplice cartolina ma risultato di un lavoro raffinato su timbro e fraseggio. National Holiday (o People’s Holiday) è invece un moto perpetuo scintillante, quasi una visione russa della gioia di strada italiana, con il clarinetto in mi bemolle a colorare il tessuto orchestrale con una brillantezza quasi bandistica.​​

Nel centro della suite spiccano i brani più apertamente lirici: la Romance, affidata al violino solista, è costruita su un tema composto con sapienti “luoghi comuni” del linguaggio romantico, che nelle mani di Šostakovič evitano ogni caduta nel kitsch. Non è un caso che proprio questa Romance abbia poi avuto una vita autonoma, diventando celebre in Occidente come sigla della serie televisiva britannica “Reilly, Ace of Spies”, legando curiosamente Voynich, il personaggio di Reilly e Šostakovič in un’unica catena di ricezione.​

Il Notturno, con il suo tema per violoncello su tappeto di violini tremolanti, rappresenta forse il culmine della vena elegiaca: un brano che potrebbe quasi stare in un concerto o in una sinfonia tarda, tanto è calibrato il rapporto tra voce solista e orizzonte orchestrale. Scene e Finale riportano il discorso su un piano più apertamente drammatico e “russo”: nel Finale, in particolare, il ritmo di pianoforte martellato, gli ottoni incisivi e il lavorio dei legni dichiarano forse più chiaramente che altrove la mano inconfondibile di Šostakovič, pur nel rispetto della funzione cinematografica.​

L’esecuzione di Emin Khachaturian e il suono dell’LP

L’USSR Cinema Symphony Orchestra era una compagine specializzata proprio nel repertorio cinematografico, abituata a tempi serrati di registrazione e a una scrittura spesso densa e “illustrativa”, qualità che qui si traducono in una grande compattezza di insieme e in una notevole precisione ritmica nei numeri di moto perpetuo. Emin Khachaturian (parente del più celebre Aram) dirige con un equilibrio accorto tra slancio narrativo e controllo delle dinamiche, tenendo sempre ben leggibili le linee melodiche dei soli e le risposte dell’orchestra.​​

Il suono Melodiya dei primi anni Sessanta – asciutto, diretto, con una certa granulosità negli archi ma buona presenza degli ottoni – è ben riconoscibile in questa ristampa EMI, e finisce per valorizzare proprio gli aspetti di chiarezza ritmica e di brillantezza timbrica che sono al centro della scrittura di Šostakovič per The Gadfly. Ascoltato oggi, l’LP non è solo un documento storico, ma anche un’ottima porta d’ingresso nel mondo, poco frequentato ma ricchissimo, della musica per film di Šostakovič, dove l’artigianato di altissimo livello convive con lampi di autentica ispirazione poetica.​

Se vuoi ascoltare l’intero album, ti avviso che è disponibile per il download direttamente su Archive.org, insieme alle immagini di copertina – fronte e retro – dell’LP.


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