Uscito di recente nelle sale, After the Hunt è il nuovo film di Luca Guadagnino che, ancora una volta e senza mai smentirsi, non offre solo una intesa opera cinematografica ma ci delizia con una colonna sonora di grande pregio, che merita assolutamente di essere presentata e ascolta al di là della visione del film.
Dopo Queer: After the Hunt
È stata una pura casualità aver visto, uno dopo l’altro e a breve distanza, le due ultime opere del regista italiano. Dopo lo splendido Queer con un grandioso Daniel Graig, goduto sulla piattaforma dei cinefili, Mubi, sono andato in sala per guardare After the Hunt, presentato alla mostra del cinema di Venezia lo scorso agosto.
Un film decisamente assai diverso rispetto al precedente, per ambientazioni e per temi, ma entrambi accumunati da un prezioso lavoro di colonna sonora, ancora una volta affidata alla coppia due volte premio Oscar Trent Reznor e Atticus Ross, ormai collaboratori di lunga data del regista italiano, per il quale hanno lavorato già per Challengers e Bones and All, prima di Queer.
Da musica colta a pop: una colonna sonora variegata
Le musiche di After the Hunt sono di grande pregio, bisogna ammetterlo, e ancora una volta si coglie un intenso lavoro di coerenza tra il contesto letterario del film e la selezione delle musiche, a cui si aggiungo 3 brani inediti composti da Reznor e Ross. Il tema centrale dell’opera cinematografica è il dubbio, ed è su questo elemento che i due compositori hanno fatto leva, richiamando musicalmente il concetto in una scrittura per pianoforte che oscilla costantemente tra consonanze e dissonanze miscelate intorno ad elementi elettronici.
La trama del film
After the Hunt, il nuovo thriller psicologico di Luca Guadagnino, è ambientato nel 2019 presso l’Università di Yale. Protagonista è Alma Imhoff, una stimata professoressa di filosofia in competizione per la cattedra titolare con il collega Hank Gibson. La sua routine viene sconvolta quando Maggie Price, una brillante allieva che idolatra Alma, denuncia Hank per condotta inappropriata. Intrappolata tra la lealtà personale e le pressioni istituzionali, Alma si ritrova a navigare un labirinto di ambiguità morale dove verità e manipolazione si intrecciano irrimediabilmente.

Da John Adams a Piero Ciampi
Ciò che colpisce di questo film è il variegato vissuto sentimentale dei protagonisti, fatto di attrazioni ambigue e sessualità represse, di amori stanchi piegati dalla routine quotidiana e accesi momenti di passione dissolti in un intellettualismo esibito per puro ego.
Un teatro umano di interiorità che trova espressione musicale in una colonna sonora altrettanto variegata, per generi e stili, ma coerentemente centrata sul XX secolo.
Ancora una volta, il trio Guadagnino/Reznor/Ross mette insieme una banda sonora fatta di nomi che difficilmente si potranno ascoltare in fila in altre compilation: come accennato nel titolo di paragrafo si passa dal compositore americano contemporaneo John Adams, classe ’47, al nostro amato Piero Ciampi, che compare con la bellissima L’incontro.
Dalla musica contemporanea al pop-rock
I salti non sono solo di nomi ma anche di genere: alla classica contemporanea del già citato John Adams si affianca un nome enorme della contemporaneità classica quale Ligeti, qui presente con il secondo movimento del suo Concerto per Pianoforte e Orchestra. György Ligeti è un nome che torna spesso nella musica per film, e probabilmente non poteva mancare in una tale lista di tracce. Ancora più contemporaneo, per anagrafica, è Kai Schumacher di cui è stata selezionata Evil Nigger in una versione dal vivo. Infine cito anche il brano Let’s Walk di Adam Guettel, tratta dal musical The Light in the Piazza, nell’interpretazione di Mark Harelik.
Accanto a questi nomi importanti della “musica d’arte” contemporanea, compaiono poi artisti di area pop-rock, come ormai è abitudine nelle colonne sonore realizzate per i film di Guadagnino. Troviamo i The National con una versione live di Terrible Love, i Lust (con It’s Gonna Rain), Ryuichi Sakamoto – che probabilmente starebbe meglio nell’altro contenitore – con Break With, e infine gli Everything But the Girl con la splendida Nothing Left To Lose, che non chiude solo l’album ma accompagna lo spettatore nella visione, per chi lo volesse, dei titoli di coda.
Colonna sonora di After The Hunt: perché vale più del film e cosa scoprire ascoltandola
Se la visione del film è consigliata, benché a mio modesto parere non lo reputo il miglior Guadagnino, l’ascolto della colonna sonora lo è ancora di più. Non solo perchè scorre piacevole dall’inizio alla fina ma anche perchè può essere motivo di esplorazione per chi non è particolarmente ricettivo alle novità oppure un modo per riscoprire nomi noti della musica contemporanea ma di cui spesso non ricordiamo la presenza.
Per me è stato così con Nothing Left To Lose degli EBTG: onestamente non sono certo di averla mai ascolta e seppure sia accaduto allora l’avevo completamente dimenticata. Sono stati i titoli di coda più interessanti degli ultimi anni, lo ammetto!









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