La ricerca di risorse per la musica, ieri, mi ha portato verso gli archivi digitalizzati della Yale University. Tra i tanti documenti digitalizzati, mi ha colpito in particolare un prezioso lavoro di Luigi Cherubini, in una edizione inglese del 1841, pubblicata in due volumi e che voglio presentare nell’articolo di oggi.
Tra i manuali di composizione che hanno formato generazioni di musicisti nell’Ottocento, pochi hanno avuto la diffusione del trattato di contrappunto e fuga di Luigi Cherubini. Pubblicato a Parigi nel 1835 con il titolo Cours de contrepoint et de fugue, fu adottato come testo ufficiale del Conservatorio di Parigi e tradotto in poco tempo in tedesco e in inglese. Oggi l’edizione inglese del 1841, curata da James Alexander Hamilton e stampata a Londra da R. Cocks and Co., si può sfogliare gratuitamente online grazie alla digitalizzazione della Yale University Library. Il link è in fondo all’articolo. Prima conviene capire perché questo libro conta ancora e cosa raccontano le sue pagine.
Luigi Cherubini e il Conservatorio di Parigi
Nato a Firenze nel 1760, Cherubini si formò con Giuseppe Sarti e si stabilì a Parigi alla fine degli anni Ottanta del Settecento. Lì costruì una carriera che attraversò la Rivoluzione, l’Impero e la Restaurazione. Come compositore lasciò opere come Médée (1797) e Les deux journées (1800), oltre a una vasta produzione sacra che comprende due celebri Requiem. Beethoven lo considerava uno dei maggiori musicisti del suo tempo.
Dal 1822 fino al 1842, anno della sua morte, Cherubini diresse il Conservatorio di Parigi, l’istituzione che più di ogni altra definì gli standard della formazione musicale europea. Il Cours de contrepoint et de fugue nasce da questo ruolo. Il frontespizio dell’edizione inglese lo dichiara apertamente: il trattato era il codice d’istruzione per le classi di composizione del Conservatorio francese.
C’è però un aspetto curioso. Il trattato è molto più conservatore della musica di Cherubini. Il compositore di opere drammatiche e innovative, nelle vesti di didatta, propone un percorso rigoroso e legato alla tradizione, pensato per dare agli allievi una disciplina solida prima della libertà creativa.
Il Cours de contrepoint et de fugue: contenuti e metodo
L’impianto del trattato si richiama alla scuola di Johann Joseph Fux e al suo contrappunto per specie. Lo studente lavora su un cantus firmus di impronta modale, ricavato dal canto piano, e procede per gradi: prima il contrappunto semplice a due, tre e più voci, poi il contrappunto doppio, l’imitazione e il canone, fino ad arrivare alla fuga.
Proprio sulla fuga Cherubini concentra la parte più matura dell’opera. Distingue tra fuga rigorosa e fuga tonale e descrive gli elementi costitutivi della forma: soggetto, risposta, controsoggetto, divertimenti, stretti.
Il secondo volume dell’edizione inglese è dedicato quasi interamente agli esempi musicali, accompagnati da un’analisi continua. Si va dalla fuga rigorosa a due parti alla fuga cromatica a quattro voci con tre controsoggetti, fino a una fuga tonale a otto voci per doppio coro. Chiude il volume una fuga a otto voci composta proprio da Giuseppe Sarti, quasi un omaggio dell’allievo al maestro.
Halévy e la questione dell’autorialità
Per oltre un secolo il trattato è stato al centro di un piccolo giallo musicologico. Molti attribuivano un ruolo decisivo nella stesura a Fromental Halévy, allievo di Cherubini e futuro autore de La Juive. Già nell’Ottocento si sosteneva che Cherubini non avesse mai pensato di scrivere un vero trattato sistematico.
Le fonti hanno raccontato un’altra storia. Un quaderno di lezioni datato 1811, copiato da un allievo del Conservatorio, segue già a grandi linee la struttura del testo poi pubblicato nel 1835. Le idee didattiche di Cherubini erano quindi formate da decenni. La conferma definitiva è arrivata nel 2022, con l’identificazione del manoscritto autografo del trattato in una collezione privata di Stoccolma. La scoperta è emersa durante le ricerche per una nuova edizione critica e ha permesso di attribuire l’opera al solo Cherubini.
L’edizione inglese di Hamilton e Cocks del 1841
Il successo del Cours fu immediato. Dopo la prima edizione francese del 1835 ne seguì una seconda, corretta, nel 1836, e a Lipsia uscì un’edizione bilingue franco-tedesca. In Inghilterra la traduzione fu affidata a James Alexander Hamilton (1785–1845), autore molto prolifico di catechismi, grammatiche e dizionari musicali destinati alla didattica. La prima edizione inglese uscì nel 1837; quella digitalizzata da Yale è la seconda edizione del 1841.
L’editore scelse di dividere l’opera in due volumi, una soluzione comune all’epoca per i trattati con molti esempi musicali. Il primo volume contiene il testo del trattato: regole, spiegazioni ed esercizi di contrappunto e fuga. Il secondo volume raccoglie soprattutto gli esempi musicali incisi, cioè le fughe complete accompagnate dall’analisi. Separare testo e musica rispondeva anche a un’esigenza tecnica, perché le pagine di musica venivano incise e stampate in modo diverso dal testo tipografico.
Le pagine iniziali del primo volume sono un piccolo documento storico. Il frontespizio presenta Cherubini con tutti i suoi titoli: membro dell’Institut de France, direttore del Conservatorio e ufficiale della Legion d’onore. L’editore R. Cocks and Co., con sede al 20 di Princes Street, Hanover Square, si fregia del titolo di fornitore musicale ufficiale della regina Vittoria.
Segue la dedica alla Duchessa di Kent, madre della sovrana, fatta “per suo comando”. Poi si apre l’elenco dei patroni dell’edizione. In testa compaiono la regina Vittoria e la regina vedova Adelaide, poi principi, duchi e aristocratici, tra cui Lord Burghersh, fondatore della Royal Academy of Music. L’elenco si chiude proprio con i direttori della Royal Academy of Music. Più che un semplice frontespizio, è il segno del prestigio con cui la didattica parigina veniva accolta a Londra, nei primi anni del regno vittoriano.
Perché studiare oggi un trattato storico di contrappunto
Il trattato di Cherubini non è soltanto un reperto. Per gli studenti di composizione resta un percorso di esercizi chiaro e progressivo, utile per allenare la condotta delle voci e la costruzione della fuga. Per docenti e ricercatori è una fonte primaria per capire come si insegnava la composizione nel cuore dell’Ottocento, e quanto quel modello abbia influenzato i conservatori di tutta Europa, compresi quelli italiani.
C’è poi un valore più ampio, per chi si occupa di storia della teoria musicale. Confrontare il testo di Cherubini con i trattati successivi permette di seguire l’evoluzione del contrappunto. In origine era una disciplina pratica legata alla musica sacra; col tempo è diventato un esercizio scolastico, sempre più lontano dal linguaggio musicale del proprio tempo.
Come consultare gratis il trattato di Cherubini online
L’opera è di pubblico dominio per ragioni di età: Cherubini è morto nel 1842 e il traduttore Hamilton nel 1845. La Yale University Library ha acquisito e digitalizzato un esemplare dell’edizione Cocks del 1841, rendendo consultabili liberamente online entrambi i volumi. Si possono sfogliare le pagine in alta risoluzione, dal frontespizio fino agli esempi musicali incisi.
I due volumi hanno ciascuno una propria pagina nella collezione di Yale:
- Volume I, con il testo del trattato: https://collections.library.yale.edu/catalog/15731192
- Volume II, con le fughe d’esempio e le analisi: https://collections.library.yale.edu/catalog/15735866
È una risorsa preziosa per chiunque voglia studiare il contrappunto e la fuga sulle stesse pagine su cui si sono formati i compositori dell’Ottocento.







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