Sensorband


Sensorband è il nome del progetto musicale che coinvolge Edwin van der Heide, Atau Tanaka e Zbigniew Karkowski. Si caratterizza per l’utilizzo del computer insieme a dispositivi quali sensori bioelettrici, infrarossi e ultrasuoni utilizzati in maniera da trasformare il corpo umano in uno strumento musicale.

Le premesse – Storicamente il progetto Sensorband si lega alle precedenti esperienze di Michel Waisvisz, tra i pionieri nell’applicazione di sensori nel contesto della produzione e l’esecuzione di musica dal vivo. Un modello antecedente può essere anche quello del Theremin e la sperimentazione di Max Mathews con il Radio Baton. Tutte queste esperienze forniscono il punto di riferimento per il progetto di Sensorband.[1]

Cenni storici – Il progetto Sensorband nasce nel 1993, l’idea iniziale espressa nell’Ottobre di quell’anno da Edwin van der Heide, in occasione del festival Son Image di Berlino, fu concretizzata due mesi dopo con la prima apparizione in pubblico nel contesto del festival Voyages Virtuels organizzato dai Les Virtualistes di Parigi.

Midi Conductor – Ciascun membro del gruppo suona uno specifico strumento. Edwin van der Heide suona il Midi Conductor, ispirato allo strumento The Hands di Waisvisz. È basato sull’utilizzo di segnali ultrasuoni e alcuni sensori che servono per individuare la distanza tra le mani, la loro inclinazione e la rotazione nello spazio. Il Midi Conductor si attiva attraverso il movimento delle braccia che tagliano i raggi infrarossi montati su una sorta di gabbia che circonda l’esecutore.[1] Lo strumento consta di due parti: una per il controllo e l’altra per la sintesi. La parte per il controllo è quella propriamente denominata Midi Conductor, sviluppato da Bert Bongers all’Istituto di Sonologia di Utrecht e allo Steim, il centro di ricerca di Amsterdam specializzato nello sviluppo di strumenti tecnologici. Il Midi Conductor è equipaggiato con dei sensori che misurano la distanza tra le mani, il loro movimento e la rotazione nello spazio. La sintesi dei suoni è affidata ad un computer equipaggiato con una scheda Arile DSP-96. Il processore di segnali è un Motorola 96000 a virgola mobile. Il software di gestione è stato sviluppato dallo stesso van der Heide, che utilizza anche Supercollider con un Apple Machintosh per la sintesi granulare in tempo reale e il looping randomico di campioni.[1]

Edwin van der Heide performing at the Sonar Festival, Barcelona, Spain, June 1997.

Edwin van der Heide performing at the Sonar Festival, Barcelona, Spain, June 1997.

BioMuse – Lo strumento di Tanaka, invece, è il BioMuse, un sistema che registra i segnali neurali, traducendo gli impulsi elettrici in dati informatici.[1] BioMuse è stato sviluppato da Hugh Lusted e Ben Knapp del BioControl System al CCRMA dell’Università di Stanford in collaborazione con il Medical School e il Dipartimento di Ingegneria Elettrica. Inizialmente il progetto prevedeva la costruzione di uno strumento che fosse gestibile attraverso segnali bioelettrici registrati nel cervello, nei muscoli scheletrici e nei bulbi oculari. Per fare questo il BioMuse è affiancato da un elettroencefalogramma, elettromiogramma e un elettrooculogramma. I segnali registrati attraverso queste apparecchiature sono convertiti in segnali midi. Nel caso specifico di Sensorband, Atau utilizza quattro elettromiogramma attraverso cui registra l’attività elettrica muscolare degli arti superiori.[1] Una volta convertiti, i dati informatici sono inviati ad un computer equipaggiato con Max/Msp. Alcune patches sviluppate da Atau provvedono a fornire i segnali di controllo per la gestione di un sintetizzatore MIDI e un ulteriore software che genera contenuti grafici in tempo reale.

Atau Tanaka performing at the Sonar Festival, Barcelona, Spain, June 1997.

Atau Tanaka performing at the Sonar Festival, Barcelona, Spain, June 1997.

Gli strumenti di Karkowski – Karkowski si affida all’utilizzo di 32 sensori ad infrarossi suddivisi in due gruppi: 16 per trasmettere e 16 per rilevare. Questi ultimi registrano la posizione delle braccia e il loro movimento. In questo modo si ottengono dei segnali di tensione che sono convertiti in segnali MIDI attraverso un dispositivo realizzato da Vladimir Grafov. Dopo la conversione i segnali sono inviati ad un computer equipaggiato con Max/Msp a cui si affianca il Digidesign Sample Cell II per la sintesi dei suoni. L’intero sistema appena descritto è stato sviluppato da Karkovski e Ulf Bilting in Svezia nel 1990. Nello stesso anno è stato presentato per la prima volta allo STEIM. Lo strumento di Karkowski si caratterizza per la generazione di suoni di tipo percussivo, mentre il Midi Conductor e il BioMuse lavorano più sul timbro.

Soundnet – Oltre agli strumenti personali il trio si avvale dell’utilizzo di una sorta di struttura interattiva. Si tratta di una griglia di notevoli dimensioni, 11 metri per 11, denominata Soundnet. Tutta la struttura è intessuta attraverso cavi dal diametro di 16 mm. Alle estremità dei cavi sono posizionati dei sensori che ne registrano la tensione e il movimento. Sensorband “suona” la struttura scalandola. I dati informatici, gestiti attraverso Max/Msp, controllano un DSP che filtra e modifica suoni concreti, creando una commistione tra suoni naturali e tecnologici.

Sensorband su Soundnet

Sensorband su Soundnet

Esecuzioni in rete – Sensorband ha sperimentato anche l’utilizzo della connessione a distanza attraverso un collegamento ISDN, per gestire una performance in videoconferenza. Il primo concerto di questo tipo è stato organizzato a New York dove suonavano Atau e van der Heide. Contemporaneamente, a Parigi, il chitarrista Camel Zekri affiancava l’esecuzione dei due membri di Sensorband. I suoni della chitarra di Zekri venivano ripresi e inviati a New York per essere processati e rispediti a Parigi.[1]

 

Per scrivere questa voce ho letto:

[1] Bert Bongers, An Interview with Sensorband, Computer Music Journal, Vol. 22 [1], 1998.

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