AA. VV. – CDCM Computer Music Series Vol. 3


cover-cdcm-computer-music-series-vol-3Autori: Vari
Titolo: CDCM Computer Music Series Vol. 3
Etichetta: Centaur Records
Anno: 1989
Tracce: 6
Durata: 00.59:28

Terzo volume della serie di pubblicazioni discografiche prodotte dal Consortium to Distribuite Computer Music (CDCM), l’organizzazione no-profit del Dartmouth College, nel Texas.La particolarità di queste serie è quella di essere dedicata esclusivamente ad opere di musica informatica, realizzate per diverse tipologie di organici. Ma vi è un altro elemento che caratterizza queste pubblicazioni: ogni volume segue una sua logica interna essendo dedicato ogni volta ad una struttura differente, che sia un centro di ricerca, uno studio per la musica elettronica o una certa università.

Nel caso del terzo volume, il centro di ricerca di riferimento è tra quelli che hanno dato un grande contributo alla fondazione di questa particolare corrente della musica elettronica: gli Exprimental Music Studios dell’Illinois, alla cui fondazione contribuì Lejaren Hiller, pioniere della computer music con la sua Illiac Suite.

In questa raccolta non sono presenti sue opere ma vi trovano posto autori che pure hanno tanto contribuito alla storia di questo famoso centro per la musica elettronica.

Tra questi autori vanno citati senza dubbio Herbert Brün e Salvatore Martirano. Il primo ha dedicato gran parte della sua carriera all’uso delle tecnologie elettroniche, con una particolare attenzione verso il computer, al punto di arrivare ad interessarsi anche di programmazione. Non è un caso che gran parte delle sue opere più note prevedano l’uso del mezzo informatico.

In questa raccolta è presente con un lavoro intitolato i toLD You so! (1981) per nastro generato al computer. Questo brano spesso viene accompagnato dalla dicitura SAWDUST No.6, dal nome che Brün diede al software per la composizione musicale da lui sviluppato.

Anche Salvatore Martirano, qui presente con Sampler: Everything Goes When the Whistle Blows (1985), ha avuto non solo un ruolo di compositore ma si è impegnato, come sviluppatore, anche nella realizzazione del sintetizzatore SAL-MAR Construction, un sistema ibrido costituito da una parte analogica ed una digitale (simile al Groove di Max Mathews). Sampler è un lavoro che presenta una scenografia sonora molto varia, intrecciando citazioni romantiche, sonorità sintetiche, fraseggi jazz, campionamenti e il violino elettronico di Dorothy Martirano, sua moglie. La composizione di questo brano è avvenuta attraverso il yahaSALmaMAC Midi Orchestra, un particolare sistema parte di un progetto più ampio per l’improvvisazione musicale attraverso il computer, ideato e realizzato dallo stesso compositore.

La seconda traccia dell’album è di John Melby, Chor der Waisen (1985) per nastro generato al computer. Il titolo rimanda al poema della poetessa tedesca Nelly Sachs. Per la sua realizzazione il compositore americano si è servito del Music 360 e di un IBM 4341. La versione originale fu realizzata su un nastro a quattro tracce, mentre in questa raccolta è presente una riduzione stereo dell’originale.

Più complesso l’organico nel successivo Cuniculi, for five tubas (1986) del compositore rumeno Sever Tipei. Dedicato a Fritz Kaensig, Professore di Tuba all’Università dell’Illinois, questo lavoro è stato realizzato con MP1, un software per la composizione musicale assistita dal computer. Sviluppato dallo stesso compositore, il programma svolge delle operazioni di selezione su un materiale di base, in maniera simile alla procedura applicata da Lejaren Hiller per la Illiac Suite.

Le successive due tracce hanno a che fare entrambe con Herbert Brün: la quarta perchè al compositore di origine tedesche è dedicata in occasione del suo settantesimo compleanno da Scott Wyatt, che ha realizzato Still Hidden Laughs (1988) con il sintetizzatore Synclavier II e il sistema digitale Yamaha dell’Illinois. A questo lavoro segue la quinta traccia, composta da Brün, a cui abbiamo accennato in precedenza.

Chiude la raccolta un lavoro di Carla Scaletti, sunSurgeAutomata (1987), realizzato con il processore digitale Platypus in combinazione con il linguaggio Kyma, di cui la compositrice americana ne è la sviluppatrice.

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