AA. VV. – Music by Computers 2 commenti


Music by computersTitolo: Music By Computers
A cura di: Heinz von Foerster e James W. Beauchamp
Editore: John Wiley and Sons
Anno: 1969
Pagine: 139
Allegato: Quattro LP 33 giri

Nel 1966, in occasione della Joint Computer Conference autunnale, organizzata a San Francisco, Heinz Von Foerster pensò di dedicare una parte del convegno alle nuove applicazioni musicali del computer. Questo libro, infatti, nasce come raccolta degli interventi registrati in occasione di quella conferenza.

La prima conferenza di settore (International Computer Music Conference – ICMC) si sarebbe tenuta soltanto nel 1974; per questo motivo si può sostenere che la conferenza di San Francisco è tra i primi riconoscimenti ufficiali, da parte della comunità scientifica, dell’esistenza di un nuovo campo di applicazione, di natura artistica in questo caso, incentrato sull’uso del computer. La particolare occasione incide anche sui contenuti, piuttosto variegati in termini di tematiche, di questo volume. Si affrontano questioni di carattere estetico così come aspetti propriamente tecnici, relativi alla programmazione. Il volume è articolato in tre parti: software e sistemi informatici (I), algoritmi per la musica (II) ed estetica della musica informatica (III). Gli interventi sono a firma di alcuni dei primi protagonisti della computer music, come specificato di seguito:

David Freedman, On-line Generation of Sound – Vi si espongono le caratteristiche tecniche e costruttive che bisognerebbe garantire ad una macchina dedicata alla computer music.

James Beauchamp, A Computer System for Time-Variant Harmonic Analysis and Synthesis of Musical Tones – Beauchamp espone l’attività di ricerca condotta all’Università dell’Illinois soffermandosi, nello specifico, sulla realizzazione di un sistema dedicato all’analisi dei materiali sonori.

Arthur Roberts, Some New Developments in Computer-generated Music – Roberts espone alcune innovazioni apportate al proprio software Music IVF, appartenente alla famiglia dei Music N.

Lejaren Hiller, Some Compositional Techniques Involving the Use of Computers – Nel suo intervento Hiller espone i risultati raggiunti nell’ambito della composizione assistita dopo il primo esperimento della Illiac Suite. Nello specifico, nel contesto di questo volume, Hiller analizza le caratteristiche di Algorithms I e Algorithms II. Il suo intervento diventa anche un’occasione per descrivere le caratteristiche del software Musicomp, sviluppato all’Università dell’Illinois.

Max Mathews, Graphical Language for the Scores of Computer-generated Sounds – Max Mathews, insieme a Losler, ci descrive le caratteristiche tecniche del Graphic 1, un sistema hardware e software sviluppato per consentire un approccio grafico al Music IV.

Herbert Brün, Infraudibles – L’intervento di Brün apre la sessione dedicata alle questioni di carattere estetico. Il compositore espone alcune sue riflessioni in merito alla composizione di Infraudibles, un lavoro di composizione assistita dal computer realizzato all’Università dell’Illinois.

James Randall, Operations on Wave Forms – Randall affronta la questione del timbro in una prospettiva elettronica, concentrandosi tanto sugli aspetti percettivi quanto su quelli tecnici relativi ad alcune subroutine realizzate per il Music IV.

John Pierce, Max Mathews, Control of Consonance and Dissonance with Nonharmonic Overtones – Pierce e Mathews svolgono un resoconto sulle indagini inerenti il tema dei rapporti armoni e inarmonici. Si citano i lavori di Helmhotz, Plomp e Levelt.

Gerald Strang, The Problem of Imperfection in Computer Music – L’intervento di Strang, invece, affronta in un’ottica più generalista la questione della costruzione sonora in ambito informatico. A margine del suo intervento sono presentati anche degli esperimenti sonori realizzati con il Music IV all’Università della California di Los Angeles (UCLA).

Il testo, curato da Von Foerster, è accompagnato da un prezioso allegato di quattro LP nel formato a 33 giri che contengono esempi musicali relativi agli argomenti trattati. Nei materiali sonori troviamo Lyric Variations 6-10 (1966) di James Randall, realizzato con il Music IVB, Sonatina for CDC-3600 (1965) e Title Music to Link (1965) di Arthur Roberts (di quest’ultimo è presente anche uno studio intitolato Rocket), il secondo movimento di Algorithm I: Cosahedron (1967) di Lejaren Hiller, Infraudibles (1968) di Herbert Brün, gli esempi sonori di Gerald Strang e James Beauchamp e, infine, alcuni esperimenti di Max Mathews e John Pierce (International Lullaby, Rhythm Developments, The British Grenadiers e Eight-Tone Canon).


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2 commenti su “AA. VV. – Music by Computers

  • Paolo Zavagna

    Gentili redattori,
    complimenti per il sito e per la qualità degli articoli. Mi permetto un’osservazione in merito ai “quattro 45 giri” allegati al volume oggetto dell’articolo. Pur non essendo riportato esplicitamente ne’ nell’articolo ne’ sui supporti (dischi flessibili) la velocità di rotazione, quasi sicuramente essa è di 33 giri e 1/3. Sono giunto a questa conclusione in base a varie argomentazioni:
    1) il formato a 45 giri è stato quasi esclusivamente legato al mondo commerciale;
    2) i dischi hanno il foro centrale piccolo (nei 45 giri il foro centrale è quasi sempre grande);
    3) un confronto fra le durate dei brani ristampati in seguito su CD (ad es. Track17Pierce_Eight-tone-canon[1966] nel cd 13 della collana Computer Music Currents) mi ha permesso di stabilire che la corretta velocità è di 33 giri.
    Cordiali saluti
    Paolo

    • Alex Di Nunzio L'autore dell'articolo

      Caro Paolo, ti ringrazio della segnalazione perchè è stata una svista di cui non mi ero minimamente accorto. E dire che per ascoltare gli allegati avrò pure dovuto impostare la velocità a 33 giri!

      Inoltre ti ringrazio perchè mi hai ricordato che da tempo avevo intenzione di digitalizzare questi allegati per pubblicarli sul canale YouTube di musicainformatica.

      p.s. I “redattori” sono solo io! : )

      Alex