Questa mattina stavo eseguendo degli aggiornamenti di contenuto su alcuni libri relativi ai Beatles e che sono in vendita nello shop di Musica Informatica, e nel fare questo lavoro di aggiornamento riflettevo che è passato del tempo dalla pubblicazione dell’ultimo articolo dedicato – in qualche modo – al quartetto di Liverpool. Oltretutto era un articolo parzialmente legato ai Beatles, trattandosi di una storica intervista tra George Harrison e Michael Jackson.
In ogni caso, riflettendo su questa cosa mi sono anche detto che era il momento di trovare qualche nuova risorsa musicale di un certo interesse. Così ho avviato la mia solita sessione di ricerca ed ho individuato questo sito complessivamente molto interessante, The Beatles Bible, che contiene un archivio pazzesco di informazioni dettagliate su ogni singolo brano scritto o eseguito dai mitici Fab Four. Vi consiglio vivamente la lettura dei paragrafi che seguono, anche perché in fondo troverete il link alla risorsa.
Che cos’è The Beatles Bible e chi lo ha creato
The Beatles Bible è un sito amatoriale e indipendente dedicato interamente ai Beatles, online dal marzo 2008. Lo ha ideato e lo scrive Joe Goodden, autore e produttore web britannico nato nel 1976, che lavora a Cardiff, in Galles. Goodden ha scoperto davvero la band intorno al 1990, ascoltando con attenzione A Day In The Life. Da allora ha accumulato informazioni per anni, finché ha deciso di raccoglierle in un unico luogo a disposizione degli altri appassionati.
Oggi il progetto ha dimensioni notevoli: oltre 7.000 articoli storici e più di 1.800 approfondimenti su brani, album e temi specifici, per un totale che supera i 5 milioni di parole. Il sito non ha alcun legame con Apple Corps, la società dei Beatles, né con i membri del gruppo o i loro rappresentanti. Dichiara inoltre che nessun contenuto è generato con l’intelligenza artificiale. Goodden ha anche pubblicato il libro Riding So High – The Beatles and Drugs e cura un sito gemello dedicato a David Bowie, The Bowie Bible.
Un aspetto che rende la risorsa affidabile è la trasparenza sulle fonti. Accanto alla ricerca originale, il lavoro si appoggia ai testi di riferimento della letteratura beatlesiana:
- l’Anthology firmata dagli stessi Beatles;
- i volumi di Mark Lewisohn: The Complete Beatles Recording Sessions, The Complete Beatles Chronicle e Tune In;
- Revolution in the Head di Ian MacDonald;
- Many Years From Now di Barry Miles;
- The Unreleased Beatles di Richie Unterberger.
Come canone discografico il sito adotta le edizioni britanniche, da Please Please Me a Let It Be. Evita così la confusione generata dalle raccolte rimaneggiate pubblicate negli Stati Uniti negli anni Sessanta.
L’archivio delle canzoni dei Beatles: oltre 300 brani dalla A alla Z
Il cuore della risorsa è la pagina dedicata ai brani: un elenco alfabetico di oltre 300 canzoni dei Beatles, da Love Me Do a Let It Be. Ogni titolo riporta tra parentesi i nomi degli autori, così si distinguono a colpo d’occhio:
- i brani firmati Lennon-McCartney;
- quelli di George Harrison;
- i rari contributi di Ringo Starr, indicato con il cognome anagrafico Starkey;
- le composizioni di altri autori.
Una barra con le lettere dell’alfabeto permette di saltare velocemente alla sezione cercata. Chi preferisce un ordine cronologico può passare dalle pagine degli album o delle discografie. Esiste anche un elenco alternativo che ordina i brani in base al cantante solista, utile per capire quanto spazio vocale avesse ciascun membro del gruppo.
L’archivio non si ferma agli album ufficiali e comprende anche:
- le tracce pubblicate nelle raccolte Anthology;
- le esecuzioni registrate per la radio e raccolte in Live at the BBC;
- i brani orchestrali composti da George Martin per la colonna sonora di Yellow Submarine, come Pepperland o Sea of Time;
- rarità come Carnival of Light, il lungo esperimento sonoro del 1967 mai pubblicato, e Child of Nature, il brano di Lennon da cui nascerà poi Jealous Guy;
- le canzoni ricavate dai demo di Lennon, da Free As A Bird e Real Love fino a Now And Then.
Le cover dei Beatles: da Chuck Berry a Carole King
Uno degli aspetti più interessanti dell’archivio è lo spazio riservato ai brani che i Beatles non hanno scritto ma hanno inciso o eseguito dal vivo. Sono canzoni che raccontano gli anni di formazione del gruppo, tra Amburgo, il Cavern Club e le trasmissioni della BBC. Scorrere l’elenco degli autori permette di ricostruire con precisione la mappa delle influenze musicali del quartetto.
Il nome che ricorre più spesso è quello di Chuck Berry, con Roll Over Beethoven, Rock And Roll Music, Johnny B Goode, Memphis, Tennessee e Sweet Little Sixteen. Gli altri pionieri del rock’n’roll presenti sono:
- Carl Perkins: Matchbox, Honey Don’t ed Everybody’s Trying To Be My Baby;
- Little Richard: Long Tall Sally, Lucille e Ooh! My Soul;
- Larry Williams: Dizzy Miss Lizzy, Slow Down e Bad Boy;
- Buddy Holly: Words Of Love, That’ll Be The Day e Crying, Waiting, Hoping.
C’è poi il rhythm and blues e il primo soul americano:
- Arthur Alexander con Anna (Go To Him);
- Ray Charles con I Got A Woman e Hallelujah, I Love Her So;
- Smokey Robinson con You Really Got A Hold On Me;
- The Isley Brothers, con la loro Shout e con Twist And Shout, scritta da Phil Medley e Bert Russell e resa celebre proprio dagli Isley;
- il repertorio Motown con Please Mister Postman delle Marvelettes e Money (That’s What I Want), firmata anche da Berry Gordy e portata al successo da Barrett Strong.
Non mancano i girl group. Delle Shirelles i Beatles ripresero Boys e Baby It’s You, quest’ultima firmata anche da Burt Bacharach. Delle Cookies ripresero Chains.
Ampio spazio hanno anche le grandi coppie di autori. Gerry Goffin e Carole King firmano Chains, Don’t Ever Change e Take Good Care Of My Baby. Jerry Leiber e Mike Stoller sono gli autori di Searchin’, Three Cool Cats e Young Blood, tutte legate al repertorio dei Coasters, oltre che di Kansas City.
L’elenco riserva anche qualche sorpresa che mostra quanto fosse ampio l’orizzonte del gruppo:
- il country di Buck Owens con Act Naturally, cantata da Ringo;
- Till There Was You di Meredith Willson, dal musical The Music Man;
- il bolero Besame Mucho di Consuelo Velázquez;
- Beautiful Dreamer di Stephen Foster;
- St Louis Blues di W.C. Handy;
- That’s All Right (Mama) di Arthur Crudup, resa celebre da Elvis Presley;
- i brani incisi ad Amburgo come gruppo di accompagnamento di Tony Sheridan, come My Bonnie e The Saints.
Dentro la scheda: autori, date di registrazione e pubblicazione
Cliccando su un titolo si apre la scheda di dettaglio del brano, ed è qui che il sito mostra tutta la sua profondità. In apertura c’è sempre un box riepilogativo con i dati essenziali. Prendiamo come esempio A Day In The Life:
- autori: Lennon-McCartney;
- date di registrazione: il 19 e 20 gennaio e il 3, 10 e 22 febbraio 1967;
- produttore: George Martin;
- tecnico del suono: Geoff Emerick;
- date di pubblicazione: 26 maggio 1967 nel Regno Unito e 2 giugno 1967 negli Stati Uniti;
- album in cui compare: Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band, Anthology 2 e Love.
Ogni dato è anche un punto di accesso ad altre sezioni del sito. Le date delle sessioni rimandano infatti agli articoli della cronologia che raccontano cosa accadde in studio quel giorno. Gli album e i nomi dei collaboratori portano alle rispettive pagine. Per i brani più importanti la scheda si sviluppa su più pagine, con un indice iniziale che permette di raggiungere subito la sezione desiderata.
Chi suona in ogni canzone dei Beatles: il personnel completo
Una delle sezioni più preziose per musicisti, studenti e appassionati è il personnel, cioè l’elenco di chi suona nel brano e con quale strumento. Nel caso di A Day In The Life si scopre chi fa cosa:
- John Lennon: voce, chitarra acustica e pianoforte;
- Paul McCartney: voce, pianoforte e basso;
- George Harrison: maracas;
- Ringo Starr: batteria e bongo;
- George Martin: harmonium;
- Mal Evans, lo storico road manager del gruppo: pianoforte, voce e perfino la sveglia che si sente nel brano.
Segue l’elenco nominativo dei circa quaranta orchestrali che hanno registrato il celebre crescendo. Ci sono violini, viole, violoncelli, contrabbassi, arpa, clarinetti, oboe, fagotti, flauti, corni, trombe, tromboni, tuba e timpani. Tra i nomi figurano anche musicisti di primo piano della scena classica londinese, come il clarinettista Jack Brymer e il cornista Alan Civil.
Questo livello di dettaglio permette di capire come era costruito il suono dei Beatles nelle diverse fasi della carriera. Si passa dalla formazione essenziale dei primi dischi fino agli arrangiamenti orchestrali e alle sperimentazioni del periodo psichedelico.
Come sono nate le canzoni dei Beatles: testo, musica e studio di registrazione
Dopo i dati tecnici, la scheda diventa un vero e proprio saggio sul brano, organizzato in sezioni dedicate al testo, alla musica e al lavoro in studio. Quando serve compaiono anche approfondimenti specifici, come la censura imposta dalla BBC proprio ad A Day In The Life.
La sezione sul testo ricostruisce le fonti d’ispirazione. Nel nostro esempio si legge che Lennon scrisse le strofe partendo dalle brevi notizie del Daily Mail:
- la morte del giovane ereditiero Tara Browne, amico del gruppo;
- un’indagine comunale sulle buche nelle strade di Blackburn, nel Lancashire;
- la sua esperienza come attore nel film How I Won The War.
La sezione centrale nasce invece da un frammento di McCartney legato ai ricordi di scuola. Il verbo mancante dell’ultima strofa fu suggerito da un amico, Terry Doran.
Il racconto è arricchito da numerose citazioni dei Beatles, tratte da interviste e biografie, sempre accompagnate dall’indicazione della fonte. Tra queste ci sono Rolling Stone, l’Anthology, le biografie di Hunter Davies e Barry Miles e le interviste raccolte da David Sheff. Il confronto tra le diverse testimonianze è uno degli aspetti più stimolanti: Lennon e McCartney, per esempio, ricordano in modo diverso il legame tra il testo e la vicenda di Tara Browne.
Completano la scheda un video incorporato e la sezione dei commenti dei lettori. I commenti sono spesso molto tecnici e animati, con discussioni approfondite su chi canti un determinato vocalizzo o su quale chitarra si senta in una certa registrazione.
Oltre le canzoni: album, discografie e cronologia giorno per giorno
La pagina dei brani è solo una delle porte d’ingresso al sito. Dal menu principale si accede a molte altre sezioni:
- Days in the life, una cronologia che ricostruisce la storia dei Beatles giorno per giorno;
- le schede dedicate a tutti gli album;
- le discografie dei diversi paesi;
- una raccolta di video;
- la sezione People, con le biografie dei quattro, le loro carriere soliste e le pagine sui collaboratori più stretti come George Martin, Brian Epstein e Mal Evans;
- gli approfondimenti tematici della sezione Features, come quello sul rapporto tra i Beatles e le droghe o l’elenco completo dei brani suonati durante le sessioni di Get Back;
- una mappa dei luoghi legati al gruppo;
- una ricca galleria fotografica;
- il forum di discussione Fab Forum.
Come consultare The Beatles Bible
The Beatles Bible è consultabile gratuitamente e senza registrazione. L’unico limite per il lettore italiano è la lingua: tutti i contenuti sono in inglese, con ortografia britannica. Il modo più semplice per esplorarlo è partire dalla propria canzone preferita e seguire i collegamenti interni, dalle date di registrazione alle pagine sui musicisti e sugli album. Così si finisce quasi inevitabilmente per perdersi nella storia del gruppo.
I testi del sito sono originali e protetti da diritto d’autore. Possono quindi essere consultati e citati indicando la fonte, ma non riprodotti senza il permesso dell’autore.
L’elenco completo delle canzoni dei Beatles è disponibile a questo indirizzo: https://www.beatlesbible.com/songs/, mentre la home page del sito si trova su https://www.beatlesbible.com/.







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