Ludwig AI Beethoven: suona bene?


Non so voi, ma questo Beethoven X: the AI project, dalle mie parti è passato un po’ sottotono. Soltanto dando uno sguardo ai media nazionali, mi sono imbattuto nella notizia che annuncia la prossima uscita del documentario e la possibilità, nel frattempo, di poter ascoltare il risultato di questo progetto tecnologico.

Ma che cos’è Beethoven X? È la domanda che ho fatto a me stesso e a cui ho cercato di rispondere prima di buttare giù questo articolo.

Attualmente le informazioni sono centellinate, in attesa che sia presentato ufficialmente il documentario realizzato dalla Moonlake Entertainment, una casa di produzione operativa in UK, Austria e Germania, che pare abbia programmato la prima ufficiale nel prossimo mese di ottobre.

Nel frattempo, per ottenere qualche informazione, dobbiamo farci bastare uno scarno sito dedicato al progetto Beethoven X, il trailer del documentario e qualche riga di contenuto.

In realtà le poche informazioni aiutano a capire bene di cosa stiamo parlando, e l’ascolto ci toglie poi ogni perplessità.

L’idea alla base di Beethoven X è stata quella di riunire alcune personalità del mondo musicale, informatico e tecnologico, per cercare di portare a termine la sinfonia numero 10 del compositore tedesco. Per chi non lo ricordasse, Ludwig van Beethoven alla sua morte, avvenuta nel 1827, lascio incompiuta proprio tale sinfonia, di cui ci restano degli abbozzi di una overture, , un requiem, un oratorio e altri frammenti di temi.

Partendo da questo materiale, qualcuno si è chiesto se fosse possibile scrivere un algoritmo, un’intelligenza artificiale dedicata a questo progetto, in grado di completare l’opera. Ovviamente, è stato possibile.

Il multidisciplinare team di lavoro, formato da musicisti, compositori, musicologi, esperti di informatica e tecnologia, ha lavorato in maniera molto rigorosa, perchè l’obbiettivo non era di semplicemente di completare un’incompiuta ma di fare in mondo che il risultato finale fosse coerente con lo stile del compositore e con il percorso di maturazione arrestatosi a Vienna il 26 marzo del 1827.

Il trailer attualmente non ci dice granché di più, dovremo attendere il documentario di oltre 50 minuti, per avere un’idea di come si è sviluppato il progetto. Sappiamo che sarà diviso in 3 blocchi di contenuto: quello introduttivo sulla vita del compositore, poi quello dedicato al progetto vero e proprio, e infine l’esecuzione.

In effetti in tutto ciò mi stavo dimenticato della cosa più importante: la musica. IL risultato finale di Beethoven X è già disponibile su tutte le piattaforme di streaming musicale. Da questo link verrete reindirizzati al vostro servizio di fiducia, che sarà Spotify, Deezer, Amazon, Apple o quello che preferite.

Tornando alla musica, che dire… certamente non stupisce che l’impressione sia quella di ascoltare un’opera di Beethoven. Vuoi il condizionamento, e vuoi anche che personalmente non ho l’orecchio così allenato sul compositore di Bonn, nonostante il mio ascolto non si limita solo alla Sinfonia N.5 o “Chiaro di luna”, fatto sta che sembra proprio di ascoltare una sua opera.

Bella? Mah, insomma… mi sono annoiato. Anche qui: sarà che l’essere consapevole che si sta ascoltando qualcosa che non è frutto al 100% del genio umano mi rende tutto più sterile e poco emozionante. Va bene i 40 bozzetti, e va bene il lavoro rigoroso che è stato realizzato da professionisti di un gran livello ma resta il fatto che la noia è stata l’emozione prevalente.

In questo momento sono più interessato alla visione del documentario, perchè la parte più interessante è sicuramente il processo creativo. Mi piacerebbe capire, poi, quanta somiglianza vi è con un progetto ben più datato e storicizzato, di cui qui sul blog ho scritto ampiamente: la Illiac Suite, che ricordo essere del 1956.

E voi, cosa ne pensate? C’è qualcuno che ha ascoltato l’opera finale? Quale opinione vi siete fatti?


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