James Tenney – Selected Works 1961-1969


copertina del cdTitolo: Selected Works 1961-1969
Autore: James Tenney
Anno: 2003
Etichetta: New World Records
Tracce: 8
Durata: 1:11.03

Pur essendo stato uno dei pionieri nell’ambito della computer music, per molti anni il suo nome è stato associato a questo settore della musica esclusivamente per via di due lavori: Stochastic String QuartetAnalog #1 (Noise Study), quest’ultimo pubblicato in una storica raccolta dal titolo Music from Mathematics.
In realtà, come dimostra anche questa raccolta, la produzione di musica informatica di Tenney è interessata da numerosi altri lavori. Rispetto al tema della computer music, la raccolta in questione presenta un’unica eccezione, quella di Collage #1 (Blue Suede). Questo, infatti, è un lavoro analogico incentrato sul montaggio di materiali tratti da Blue Suede Shoes di Elvis Presley che Tenney realizzò durante la sua permanenza all’Università dell’Illinois, dove risedette prima di spostarsi ai laboratori Bell.

Il primo brano di computer music, quindi, risulta quell’Analog #1 (Noise Study) (1961) realizzato ai laboratori Bell (Bell Labs) con il Music III di Max Mathews. Si tratta di un lavoro di notevole importanza storica, visto che è considerato il primo brano di computer music (con suoni sintetizzati attraverso il computer) realizzato da un compositore professionista. Negli anni precedenti si registrano soltanto esperimenti e studi condotti per lo più da ricercatori di diversa formazione. Un’approfondita analisi di questo lavoro la si può leggere in un articolo scritto da Amedeo Rizzo, Luca Tarantino e Agostino Di Scipio.

La raccolta continua in ordine cronologico con Dialogue (1963), anch’esso realizzato con il Music III, la terza versione dei Music N. Il nome vuole essere evocativo di un rapporto di confronto tra bande di rumori e toni puri che, appunto, sono tra loro posti in dialogo.

Nello stesso anno Tenney compone Phases (for Edgard Varèse). È considerato tra i lavori più complessi che abbia mai realizzato ma anche tra i più apprezzati. Per questo brano Tenney sviluppò anche una routine, la PLF5 che fu implementata con il Music III con cui, anche questa volta, furono sintetizzati i suoni.

Phases fornì materiale anche per un successivo lavoro intitolato Ergodos II (for John Cage) (1964) per il quale riutilizzò il listato degli algoritmi già utilizzati in Phases (riprese interamente gli strumenti adottati in questo lavoro).

Tra i due brani, tuttavia, si pone Music for Player Piano (1963-64). Per questo lavoro il computer fu utilizzato per specificare i valori di durata, altezza e densità sonora. Il materiale elaborato fu utilizzato per perforare un rotolo di carta (piano roll) da “leggere” tramite pianoforte (il video a lato è molto più esemplificativo di qualsiasi spiegazione). Questo poteva essere eseguito posizionandolo in quattro differenti modi: in avanti (originale), in avanti capovolto (inverso), all’indietro (retrogrado) e all’indietro capovolto (retrogrado inverso). Nel caso specifico di questa registrazione, il piano roll è stato posizionato prima nella sua forma originale poi è stato letto il retrogrado inverso quindi l’inverso e infine il retrogrado dell’originale.

Tornando ad Ergodos II, dedicato a John Cage, va detto che questo fu l’ultimo lavoro realizzato da James Tenney ai Bell Labs. Il materiale ottenuto attraverso il computer, una volta registrato su nastro, poteva essere eseguito sia in un verso che nell’altro. Una novità, rispetto ai precedenti lavori, è l’utilizzo, per la prima volta, della stereofonia.

Sebbene Tenney avesse abbandonato i Laboratori Bell nel 1964, anche Fabric for Ché (1967) è legato alla sua esperienza accanto a Max Mathews. In effetti, benché realizzato al Brooklyn Polytechnic Institute, i materiali utilizzati in Fabric for Ché furono originariamente sintetizzati ai Laboratori Bell. Questo lavoro si caratterizza, infine, per la sua struttura palindroma: la seconda parte, infatti, è l’inverso della prima; una tecnica che Tenney aveva già adottato con Music for Player Piano.

La raccolta si chiude con il brano For Ann (rising) (1969). Per molti si tratta di uno dei lavori più rappresentativi dell’estetica di James Tenney. Questo lavoro è stato associato agli esperimenti sulla psicoacustica condotti dallo psicologo Roger Shepard ai laboratori Bell. Shepard aveva teorizzato il così detto glissato infinito (Shepard’s Tone), un’illusione auditiva che trasmette la sensazione di un tono senza fine di cui sono state realizzate diverse versioni. Anche Jean-Claude Risset ne ha proposto una versione che viene ricordata con il nome di Shepard-Risset Glissando. Nel caso del brano di Tenney, invece, abbiamo a che fare con un glissando ascendente costituito da suoni distanziati ad intervalli di una sesta minore. Inizia con delle frequenze nel range degli infrasuoni per poi spostarsi verso gli ultrasuoni. La versione presentata in questa raccolta è stata realizzata da Tom Erbe con Csound, sulla base delle specifiche fornite da James Tenney.

Il cd è accompagnato da un corposo booklet in cui sono riportare numerose informazioni biografiche, bibliografiche e tecniche rispetto al materiale proposto. I contenuti del booklet sono stati redatti da Larry Polansky.

Tracce:
1. Collage #1 (Blue Suede)
2. Analog #1 (Noise Study)
3. Dialogue
4. Phases (for Edgard Varèse)
5. Music for Player Piano
6. Ergodos II (for John Cage)
7. Fabric for Ché
8. For Ann (rising)

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