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Come scegliere un concorso musicale a cui partecipare

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La quantità di concorsi musicali a cui potresti iscriverti ha raggiunto numeri enormi. Eppure, i concorsi non sono tutti uguali: alcuni sono di pregio mentre altri non apportano alcun valore aggiunto. In questo articolo voglio offrire delle indicazioni su alcune caratteristiche a cui fare attenzione.

Del resto, tolte le competizioni musicali blasonate – sto pensando al Concorso pianistico internazionale Fryderyk Chopin oppure al Concorso di Ginevra, giusto per fare due esempi – esiste un mare di concorsi di cui spesso non si capisce il reale valore oppure se sono soltanto specchietti per allodole finalizzati a incassare compensi dalle iscrizioni dei partecipanti.

Investimento di tempo e risorse

Partecipare a un concorso musicale è un’attività dispendiosa, sia in termini economici sia in termini di tempo. Del resto, la quasi totalità dei concorsi musicali sono a pagamento, con tariffe che sono sempre nell’ordine di alcune decina di euro. Se ogni anno decidi di partecipare ad almeno un concorso ogni due mesi, si fa presto a raggiungere le centinaia o migliaia di euro di costi di iscrizione.

In aggiunta, c’è il proprio tempo: un concorso va preparato e va sostenuto, quindi ci sono anche i costi di spostamento e di pernottamento, più eventuali materiali da acquistare per potersi allenare nella maniera più corretta possibile.

Insomma, partecipare a una competizione musicale non è una passeggiata e quindi diventa importante selezionare con cura a quale concorso iscriversi tra i tanti disponibili. Ecco il motivo di questa guida: mettere in ordine alcuni indizi che possono facilitarci la scelta.

La giuria di una competizione musicale

Il primo indizio da cui voglio partire e anche quello meno considerato da coloro che non hanno grande esperienza di partecipazione ai concorsi musicali: la giuria.

Questo è l’organismo concorsuale che si occupa di decretare il vincitore, quindi la sua qualità è un aspetto fondamentale. Se la giuria è formata solo da amici oppure, come spesso accade, da personaggi pubblici e famosi di una certa visibilità ma sprovvisti delle necessarie competenze musicali, allora vuol dire che siamo di fronte a un concorso fuffa.

Per poter parlare di un concorso musicale di qualità, la giuria dovrebbe rispondere positivamente ai seguenti requisiti:

  • Essere costituita da persone musicalmente competenti;
  • Essere costituita da persone imparziali, senza particolari legami con l’Organizzatore;
  • Essere costituita da persone con competenze musicali diversificate.

Chi organizza la competizione musicale?

Poc’anzi ho evidenziato l’importanza dell’indipendenza tra Organizzatore della competizione musicale e la giuria.

Questo aspetto ci introduce ad un nuovo indizio sulla qualità di un concorso musicale, ovvero l’Organizzatore stesso.

La stragrande maggioranza dei concorsi musicali sono organizzati da Associazioni culturali nate appositamente per dare al concorso una figura giuridica di riferimento. Associazioni che spesso si occupano di tante altre attività e per le quali la competizione è solo una delle innumerevoli occupazioni coerenti con il proprio statuto.

I concorsi più blasonati, invece, alle proprie spalle hanno delle Fondazioni oppure altre tipologie di Enti – ma anche Associazioni, per carità – sorte appositamente per il concorso musicale e che svolgono quell’attività in maniera esclusiva.

Inutile dire, d’altro canto, che bisognerebbe quanto meno dubitare di quei concorsi che nascono come iniziativa di imprese private, dato che spesso nascondono motivazioni di ordine esclusivamente lucrativo.

Il numero di edizioni di un concorso musicale

L’ultimo indizio è quello della storicità del concorso musicale. Detto in altri termini, c’è una buona probabilità che un concorso più sia datato e più sia affidabile.

Quello della storicità è un indizio che spesso conferma oppure smentisce i dubbi che sorgono dalla lettura degli altri, di cui abbiamo parlato nei paragrafi precedenti.

Dico questo perchè la storicità, se presa da sola, ci dice ben poco, visto che di nuovi concorsi ne nascono in continuazione e alcuni di questi sono di indubbio valore, o perlomeno nascono per portare qualità. Inoltre, i nuovi concorsi sono anche quelli con la maggiori opportunità, proprio perché su di essi non si sono ancora accesi i riflettori del grande pubblico.

I patrocini istituzionali

Se l’organizzatore ha una sua credibilità, si suppone che non avrà problemi ad ottenere un qualche patrocinio da parte di enti pubblici che sponsorizzano, a vario titolo, il concorso musicale.

Ma attenzione: i patrocini non sono sempre sinonimo di affidabilità, e basterebbe conoscere il loro funzionamento per capire di cosa sto parlando.

I patrocini comunali, ad esempio, sono abbastanza semplici da ottenere, sia da parte di Associazioni che di altri Enti. Il loro scopo è quello di abbattere alcuni costi, come quelli di affissione della pubblicità, e quindi non ci raccontano granché sulla qualità di un concorso musicale.

Quelli regionali seguono logiche un po’ diverse, soprattutto in termini di impegno economico della Regione rispetto all’organizzazione del concorso, per questo sono frutto perlopiù di bandi.

Cosa ben diversa è il patrocinio ministeriale. Questo viene concesso in maniera centellinata, e spesso a favore di eventi che sono considerati di interesse pubblico per il loro valore artistico.

I requisiti per partecipare

Potrà sembrare anomalo ma i requisiti di partecipazione al concorso musicale sono un’interessante indizio di qualità.

Se un concorso vuole attrarre più persone possibili, ed ognuna – ricordiamolo – pagherà una quota di partecipazione, allora tenderà a impostare dei requisiti poco stringenti, ovvero nessun limite di età, nessun limite di genere musicale, nessun limite di organico e così via.

Se, invece, un concorso vuole puntare sulla qualità, di certo avrà l’accortezza di impostare dei requisiti stringenti, che consentono di essere coerenti con la propria mission. Facciamo qualche esempio:

  1. Se il mio concorso vuol puntare a individuare i nuovi talenti emergenti della chitarra elettrica, probabilmente il mio concorso sarà aperto soltanto a questo genere di esecutori;
  2. Se il mio concorso nasce all’interno di una Fondazione dedicata al Jazz, probabilmente tra i requisiti vi sarà quello di proporre un repertorio esclusivamente jazzista;
  3. Se l’intento del mio concorso è valorizzare le nuove leve, probabilmente imporrò un requisito anagrafico ai partecipanti al concorso.

E così via.

La tipologia di premi

Può sembrare un discorso venale ma in verità la tipologia di premi per i vincitori è un indizio importante sulla qualità di un concorso.

Distinguerei il discorso su due livelli: quantità e qualità.

Per attirare attenzione del grande pubblico, alcuni concorsi prevedono tanti premi ma di scarsa qualità: ad esempio premi in denaro di entità modesta, oppure iscrizione a masterclass di dubbia qualità.

Ben diverso il caso di quei concorsi che prevedono premi in denaro di un certo peso, nell’ordine di migliaia di euro. Perché un premio in denaro di grande entità è un sinonimo di qualità? Perchè dimostrano un impegno da parte dell’Organizzatore, che non è quello di fare cassa ma di valorizzare veramente il vincitore o i vincitori del concorso.

Sul discorso dei premi, infine, va ricordato che un altro aspetto è quello dei concerti e delle registrazioni. In particolare, l’organizzazione di concerti e anch’esso un elemento che mostra un preciso impegno da parte dell’organizzazione.

Conclusioni

Partecipare a un concorso è di certo un buon motivo per dare slancio alla propria carriera di musicista o di compositore, come si evince anche dalla testimonianza di alcuni illustri vincitori.

Tuttavia, è bene fare un minimo di selezione, se non si vuole cadere nel tranello del concorso organizzato soltanto per fare cassa. Si potrebbero citare tanti altri argomenti che possono aiutare a individuare se un concorso musicale è di valore oppure no. Per oggi mi sono limitato a questi indizi, con la promessa di tornare presto sull’argomento.


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