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Le origini della computer music negli anni Cinquanta: il Music I

Il Music I รจ stato il primo software per la sintesi dei suoni, sviluppato negli anni Cinquanta da Max Mathews ai laboratori Bell.
L’inizio della computer music
Con il Music I inizia anche la storia dei software della famiglia Music N. ร stato portato a termine nel 1957 ai Bell Labs di Murray Hill, New York. Il gruppo di lavoro, oltre Max Mathews, coinvolgeva anche John Pierce e Newman Guttman. Raramente lo si incontra denominato Music 1.
Computer Music con un IBM 704
Il software fu sviluppato per funzionare sui computer IBM 704, di cui ne utilizzava lโassembler. Lโutilizzo del linguaggio macchina, prima che una scelta, era unโesigenza. Infatti, viste le scarse prestazioni, rispetto ad oggi, dei computer di quegli anni, lโassembler garantiva una maggiore stabilitร e una velocitร computazionale piรน elevata. Va precisato che ancora oggi, in Csound ad esempio, troviamo espressioni quali GO TO, AND, NOT, caratteristiche del linguaggio macchina. Il Music I era un semplice strumento monofonico, in grado di generare unโunica onda sonora, triangolare, priva di transitori di attacco ed estinzione. Era possibile impostare esclusivamente i parametri di ampiezza, frequenza e durata di ogni singolo suono. In sostanza non era possibile alcun controllo sul suono. Lโoutput era memorizzato su un nastro magnetico, successivamente sottoposto al processo di conversione mediante un DAC. Al termine del processo, quindi, era possibile ascoltare il risultato sonoro. Questo, oltretutto, permetteva di generare anche suoni molto lunghi. I laboratori Bell, in quegli anni, erano gli unici, in tutti gli Stati Uniti, a disporre di un DAC (in quel caso un convertitore a tecnologia valvolare da 12 Bit, sviluppato dalla Epsco), in sostanza gli unici a poter svolgere un lavoro di quel genere, lo stesso Mathews scrive che:
“In fact, we are the only ones in the world at the time who had the right kind of a digital-to-analog converter hooked up to a digital tape transport that would play a computer tape. So we had a monopoly, if you will, on this process.”
A questo si aggiunge che pochi avevano la disponibilitร di un IBM 704, macchina molto prestante in quegli anni, e pochi avevano accesso ad un registratore magnetico, quale quello della IBM di New York, su cui memorizzare lโoutput della programmazione. La questione, in realtร , era resa complessa dal fatto che lโIBM 704 era dislocato presso il quartier generale dellโIBM a Manhattan, dove si trovava anche il registratore su nastro, mentre il DAC era dislocato presso la sede dei laboratori Bell, ad unโora e mezzo di macchina da Manhattan. Un approccio oggi difficile da credere, tuttโaltro in quegli anni.
Il primo brano di computer music
Il 17 Maggio 1957 Mathews e i suoi collaboratori, generarono una melodia di 17 secondi sintetizzata attraverso il computer e il Music I. Si trattava di una breve composizione, cosรฌ la definรฌ il suo autore, scritta da Newman Guttman ed intitolata The Silver Scale. Un lavoro sperimentale, di dubbio valore estetico, ma la cui importanza storica รจ certamente interessante. Nello stesso anno, ancora Mathews e Guttman, realizzarono un nuovo lavoro: Pitch Variations. Della durata di circa un minuto, questโulteriore esperimento puntava ad indagare alcune questioni relative alla percezione delle altezze. Questi lavori, insieme a molti altri, furono raccolti in unโantologia intitolata Music From Mathematics (1962) voluta e curata direttamente dai Bell Labs. Lโantologia raccoglie lavori realizzati con il Music I, Music II e Music III. Non soddisfatto dei risultati estetici, Mathews portรฒ avanti il proprio lavoro realizzando il Music II.
Se desideri approfondire l’argomento, prova a leggere i seguenti testi: AA. VV. The Canonical Csound Reference Manual: Version 5.08, poi Curtis Roads, Interview with Max Mathews, Computer Music Journal, Vol. 4, 1980.
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