Uno degli archivi sonori più importanti della storia della musica classica del Novecento è oggi accessibile gratuitamente su Internet Archive: si tratta delle registrazioni delle trasmissioni radiofoniche di Arturo Toscanini con la NBC Symphony Orchestra, l’orchestra creata appositamente per lui nel 1937 dalla National Broadcasting Company e con cui il Maestro parmigiano lavorò per diciassette anni, fino all’ultimo, commovente concerto del 4 aprile 1954 alla Carnegie Hall di New York. Ascoltare queste registrazioni non significa solo godere di alcune delle interpretazioni più celebri del Novecento musicale: significa fare un viaggio dentro una delle vite più straordinarie che il mondo della musica abbia mai prodotto.
Chi era Arturo Toscanini
Arturo Toscanini nasce a Parma il 25 marzo 1867, figlio di un sarto garibaldino, in una famiglia di origini modeste. A nove anni entra al Conservatorio di Parma, dove studia violoncello e composizione. La sua carriera di direttore comincia in modo leggendario: nel 1886, a soli diciannove anni, si trova a Rio de Janeiro come violoncellista in tournée con una compagnia d’opera italiana. La sera della prima dell’Aida di Verdi, il pubblico brasiliano fischia il direttore titolare. Toscanini viene letteralmente trascinato fuori dalla buca dell’orchestra e messo sul podio. Dirige l’intera opera a memoria, senza partitura, e ottiene un trionfo. Non scenderà mai più nel ruolo di orchestrale.
Nei decenni successivi Toscanini diventa la figura dominante della vita musicale internazionale. Trasforma il Teatro alla Scala di Milano in una delle istituzioni liriche più rigorose al mondo, poi conquista il Metropolitan Opera di New York, poi i festival di Bayreuth e Salisburgo. La sua fama è quella di un perfezionista assoluto, capace di memorizzare intere partiture e di imporre un’autorità sul podio che non ammette compromessi. Ma la sua grandezza non è solo musicale.
L’antifascismo e l’esilio
Negli anni del fascismo, Toscanini diventa una delle voci più coraggiose della resistenza culturale italiana. La sua posizione non è mai ambigua o tattica: è una scelta pagata di persona. Il 14 maggio 1931, al Teatro Comunale di Bologna, si rifiuta di far eseguire all’orchestra Giovinezza, l’inno fascista, in presenza di gerarchi del regime tra cui Leandro Arpinati e Costanzo Ciano. All’uscita dal teatro viene aggredito fisicamente da un gruppo di camicie nere e schiaffeggiato. L’incidente provoca uno scandalo internazionale. Da quel momento Toscanini abbandona ogni attività concertistica in Italia.
La sua opposizione si estende anche al nazismo tedesco. Nel 1933, quando Hitler sale al potere, rifiuta un invito personale del Führer per il Festival di Bayreuth — di cui era stato il primo direttore non tedesco nella storia — e non vi tornerà mai più. Nel 1938, dopo l’annessione dell’Austria al Terzo Reich, abbandona anche il Festival di Salisburgo. Nello stesso anno, quando il governo italiano introduce le leggi razziali, Toscanini le definisce in una telefonata intercettata dalla polizia come “roba da Medioevo”. Il regime gli ritira il passaporto. Toscanini è in quel momento negli Stati Uniti per una serie di concerti e non farà più ritorno in Italia finché il fascismo non sarà sconfitto.
La NBC Symphony Orchestra: un’orchestra costruita su misura
La storia di come nasce la NBC Symphony Orchestra è di per sé straordinaria. Nel 1937, David Sarnoff, presidente della Radio Corporation of America e della NBC, decide di creare un’intera orchestra sinfonica esclusivamente per Toscanini — settantenne, in quello che avrebbe dovuto essere un ritiro definitivo dopo le dimissioni dalla New York Philharmonic. Sarnoff offre condizioni senza precedenti: gli stipendi più alti di qualsiasi altra orchestra americana, contratti da cinquantadue settimane, uno studio di registrazione appositamente costruito al Rockefeller Center di New York, il mitico Studio 8-H. Per formare l’ensemble viene ingaggiato il direttore Artur Rodziński, abile costruttore di orchestre, che recluta i migliori strumentisti del paese.
Il primo concerto trasmesso dalla NBC Symphony Orchestra va in onda il 13 novembre 1937 sotto la direzione di Pierre Monteux. Toscanini debutta con la sua nuova orchestra la notte di Natale del 1937, dirigendo il Concerto grosso in re minore di Vivaldi. Da quel momento in poi, per diciassette anni, i concerti settimanali della NBC Symphony vengono trasmessi via radio in tutto il mondo. Toscanini diventa il primo direttore d’orchestra ad assurgere al rango di vera e propria star dei mass media: la sua faccia, il suo temperamento leggendario, le sue esplosioni di rabbia in prova, le sue interpretazioni diventano argomento di conversazione per milioni di persone che non avevano mai messo piede in una sala da concerto. Nel 1948 i concerti vengono trasmessi anche in televisione, anticipando di decenni quello che oggi chiamiamo la democratizzazione della musica classica.
La musica come arma politica
Durante la Seconda guerra mondiale, Toscanini usa la NBC e la radio americana come strumenti di lotta politica. Nel 1943, l’Office of War Information statunitense lo coinvolge nella realizzazione di un film di propaganda antifascista: Hymn of the Nations, in cui Toscanini dirige la cantata omonima di Verdi. Ma l’esecuzione non è quella originale: Toscanini fa aggiungere al testo verdiano l’inno americano e The Internationale, trasformando il brano in un manifesto politico trasmesso via radio e nelle sale cinematografiche di tutto il mondo. È la prima volta che lo si vede dirigere in un documento filmato: ha settantasei anni, e la fisicità del suo gesto direttoriale — che le sole registrazioni sonore non possono restituire — appare finalmente ai milioni di ascoltatori che lo conoscevano soltanto attraverso la voce.
In quegli anni Toscanini si adopera anche concretamente per aiutare ebrei, intellettuali e oppositori politici in fuga dall’Europa. La sua casa di Riverdale, nel Bronx, diventa un punto di riferimento per gli esuli italiani antifascisti. Collabora con la Mazzini Society, l’associazione antifascista degli emigrati italiani negli Stati Uniti, e mantiene contatti con figure come Gaetano Salvemini.
L’ultimo concerto: 4 aprile 1954
Il 4 aprile 1954, Arturo Toscanini sale per l’ultima volta sul podio alla Carnegie Hall di New York. Ha ottantasei anni. Il programma è interamente dedicato a Wagner: il preludio del Lohengrin, i Sussurri della foresta dal Siegfried, l’Alba e viaggio sul Reno dal Götterdämmerung, l’ouverture e la Bacchanale dal Tannhäuser, il preludio dei Maestri cantori.
La sera precedente, durante la prova finale, Toscanini era esploso di rabbia per un errore percepito in orchestra, aveva insultato i musicisti ed era uscito in anticipo dalla sala, chiedendo all’ultimo momento la sostituzione di un brano con l’estratto dal Tannhäuser. Quella notte, durante la trasmissione in diretta radiofonica nazionale, all’altezza della Bacchanale, Toscanini porta la mano alla fronte, chiude gli occhi e smette di dirigere. L’orchestra vacilla. Il violoncellista solista Frank Miller tenta di tenere insieme i colleghi, ma non basta. In cabina di regia, il figlio Walter Toscanini e il giovane direttore Guido Cantelli intervengono: la trasmissione viene interrotta e sostituita con una registrazione della Prima Sinfonia di Brahms. Quattordici secondi di silenzio, poi la voce dell’annunciatore Ben Grauer che parla di “difficoltà tecniche”. Poi il concerto riprende.
Toscanini ritrova la concentrazione e conclude il programma. Arriva al preludio dei Maestri cantori, lo dirige fino all’ultimo accordo, poi lascia cadere la bacchetta sul pavimento del palco e scende dal podio. Non vi salirà mai più. Il giorno dopo il New York Times pubblica la notizia del ritiro in prima pagina: sessantotto anni di carriera, trecentottanta concerti alla Carnegie Hall.
Le registrazioni su Internet Archive
Molte delle trasmissioni radiofoniche della NBC Symphony Orchestra con Toscanini sono oggi conservate e ascoltabili gratuitamente su Internet Archive. Tra i materiali disponibili figurano registrazioni in mono degli anni Quaranta e Cinquanta, la celebre trasmissione della Traviata del 1946 con Licia Albanese e Jan Peerce, e — documento sonoro irripetibile — la registrazione stereo dell’ultimo concerto del 4 aprile 1954, con il momento del cedimento durante il Tannhäuser e la ripresa finale dei Maestri cantori.
Ascoltare queste registrazioni oggi, con la consapevolezza di tutto ciò che Toscanini aveva attraversato — la gloria e le battaglie, l’esilio e la guerra, l’orchestra costruita su misura e poi soppressa dalla stessa NBC che l’aveva creata — è un’esperienza che va ben oltre il semplice ascolto musicale. È un documento storico nel senso più pieno della parola.
Ascolta gratuitamente la registrazione di questo ultimo concerto diretto dal Maestro Arturo Toscanini.
Se desideri approfondire altre storie legate alla figura di Arturo Toscanini, ti consiglio anche la lettura dell’articolo sulla corrispondenza epistolare tra il Maestro e il compositore Giacomo Puccini.


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