Ci sono libri che diventano il testo di riferimento su un intero fenomeno, al punto da rendere quasi superfluo qualsiasi tentativo successivo. England’s Dreaming di Jon Savage, pubblicato nel 1991, è uno di questi: la storia più documentata e ambiziosa mai scritta sul punk britannico, costruita attorno all’ascesa e alla rovinosa dissoluzione dei Sex Pistols. Non è una semplice biografia di gruppo, ma il ritratto di un momento culturale, estetico e politico che ha attraversato la Gran Bretagna della fine degli anni Settanta. In fondo all’articolo il link alla versione disponibile online in “libera” lettura.
Io personalmente conobbi questo libro nell’ormai lontano 1994, quando all’epoca avevo 15 anni e il Punk fu per me il primo genere musicale a cui mi appassionai. Fui profondamente affascinato da una musica, nonché movimento socio-culturale, che faceva della ribellione e dell’anticonformismo un modo alternativo di stare al mondo. Soltanto anni dopo capii che anche il punk, come movimento, esisteva per logiche che erano tutt’altro che genuine e prive di interessi.
In verità, proprio questo aspetto, è tutt’altro che segreto nel volume di Jon Savage (di cui io comprai e lessi la versione italiana distribuita da Arcana: Punk! I Sex Pistols e il rock inglese in rivolta), il quale nella sua ricostruzione storica, traccia una linea dritta e priva di equivoci tra la nascita dei Sex Pistols e la strategia di marketing di Malcom McLaren. All’epoca non lo capii bene questo concetto, o forse non ero disposto a sacrificare il sogno di una cultura contro.
Jon Savage e la genesi di England’s Dreaming
Jon Savage (nato Jonathan Malcolm Sage nel 1953) è un giornalista e critico musicale britannico attivo dal 1977, testimone diretto della scena punk londinese. Il suo lavoro non nasce dalla nostalgia, ma da una ricostruzione minuziosa fatta di interviste esclusive, materiali d’archivio e osservazione ravvicinata dei protagonisti. È questo metodo, quasi da storico, a distinguere England’s Dreaming dalla maggior parte della memorialistica rock.
Il titolo stesso è un piccolo manifesto. Savage lo trae da un verso di “God Save the Queen” dei Sex Pistols, quello in cui il gruppo nega ogni futuro all’Inghilterra sognante e cerimoniosa della monarchia. Una scelta che lega indissolubilmente il libro alla carica di rifiuto e provocazione del movimento che racconta.
I Sex Pistols al centro del racconto
Il cuore del libro sono i Sex Pistols, la loro traiettoria fulminea e la parabola che li ha portati dalla provocazione calcolata all’autodistruzione. Savage ricostruisce il ruolo ambiguo e decisivo del manager Malcolm McLaren, la figura magnetica e insofferente di John Lydon, la deriva tragica di Sid Vicious, gli scontri legali e le tensioni interne. La brevità della vicenda, appena un paio d’anni, viene analizzata con una precisione che restituisce tutte le contraddizioni del gruppo: genialità e stupidità, autenticità e costruzione mediatica.
Ciò che rende il racconto più interessante di una semplice cronaca scandalistica è la capacità di Savage di collocare i Sex Pistols dentro una rete di riferimenti culturali più ampia, dalle avanguardie artistiche del Novecento al situazionismo, mostrando come il punk non fosse nato dal nulla.
The Clash e la scena punk oltre i Pistols
Uno dei meriti di England’s Dreaming è non ridurre il punk a una sola band. Attorno ai Sex Pistols si muove un intero ecosistema di gruppi, luoghi, riviste e figure che Savage descrive con la stessa cura. I Clash, in particolare, rappresentano l’altra grande anima del movimento: più politica, più orientata alla militanza e a una prospettiva che guardava oltre il nichilismo. Il confronto tra le due band diventa, nelle pagine del libro, un modo per illuminare le diverse direzioni che il punk avrebbe potuto prendere e in parte prese davvero.
Da Ian Curtis ai Joy Division: verso il post-punk
Il libro accompagna anche il passaggio dalla furia iniziale del punk alle sue evoluzioni più cupe e introspettive, quel territorio che sarebbe stato chiamato post-punk. È in questo solco che si collocano i Joy Division di Ian Curtis, con la loro trasformazione dell’urgenza punk in qualcosa di più oscuro, interiore e formalmente rigoroso. Chi volesse approfondire la parabola di Curtis può leggere la nostra recensione del film Control di Anton Corbijn, che ne racconta la vicenda umana e artistica.
Il punk in Italia e le fanzine
Leggere England’s Dreaming dall’Italia significa anche interrogarsi su come quel movimento sia stato recepito e rielaborato nel nostro Paese. Il punk italiano ha avuto una storia propria, fatta di gruppi locali, autoproduzioni e reti di appassionati che diffondevano musica e idee al di fuori dei circuiti ufficiali. Un ruolo centrale, in questo, lo hanno avuto le fanzine: pubblicazioni artigianali che documentavano tanto le band nazionali quanto quelle internazionali. Chi vuole ricostruire quel tessuto può consultare il nostro articolo dedicato alla mappa delle fanzine punk italiane degli anni ’80.
Da Punk! a Il sogno inglese: le edizioni italiane e il titolo cambiato
In Italia England’s Dreaming ha avuto una storia editoriale curiosa, ed è utile chiarirla per evitare confusione. Il libro è uscito nel tempo sotto almeno tre titoli diversi, tutti dello stesso Savage e con la traduzione di Alberto Campo.
La prima edizione italiana è stata Punk! I Sex Pistols e il rock inglese in rivolta, pubblicata da Arcana nel 1994 nella collana Vessazioni. In seguito, sempre Arcana ne ha proposto una versione ampliata con l’appendice delle interviste integrali (The England’s Dreaming Tapes), un volume di oltre mille pagine circolato come Il (grande) sogno inglese. L’edizione più recente è quella di ShaKe (distribuzione Feltrinelli), intitolata Il sogno inglese. I Sex Pistols e il punk-rock.
Vale la pena notare che nessuno di questi titoli conserva il riferimento originale al verso di “God Save the Queen”, che nella lingua inglese dava al titolo tutta la sua forza polemica. Chi cercasse il libro in italiano, insomma, deve sapere che si tratta sempre della stessa opera, al di là della copertina e del nome scelto dall’editore.
Dove leggere England’s Dreaming
A più di trent’anni dalla prima uscita, England’s Dreaming resta il punto di partenza obbligato per chiunque voglia capire il punk non come moda ma come fenomeno storico e culturale. Il testo in inglese circola anche in versioni consultabili online, mentre in italiano è disponibile nell’edizione ShaKe / Feltrinelli con il titolo Il sogno inglese. Per chi preferisce, molte biblioteche conservano le edizioni Arcana, che restano un’ottima porta d’accesso a un’opera che ha saputo trasformare una manciata di anni turbolenti in una delle migliori cronache musicali mai scritte.
Se sei interessato a consultare una versione gratuita, mi hanno segnato che su Scribd è disponibile un’edizione scannerizzata di England’s Dreaming, da poter consultare attraverso la visione di alcune pubblicità. Non garantisco che il link resti sempre valido ma per ora è pubblico. Se il link dovesse risultare rotto, avvisami che mi adopererò per cercare un’altra fonte.







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