Brian Eno: his music and the vertical color of sound, recensione e link per il download

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Esistono libri che ti aiutano a capire la musica di un artista, e libri che ti aiutano a capire come quell’artista pensa. Brian Eno: His Music and the Vertical Color of Sound, scritto da Eric Tamm e pubblicato nel 1988, appartiene alla seconda categoria. Non è una biografia nel senso tradizionale del termine, né una semplice raccolta di aneddoti. È uno studio sistematico e appassionato di uno dei musicisti più originali e influenti del secondo Novecento, condotto con rigore analitico e una prosa accessibile anche ai non specialisti. Il libro è disponibile gratuitamente online: trovi il link per il download in fondo a questo articolo. Se vuoi davvero capire perché Brian Eno conta — e perché la sua eredità musicale è ancora così viva — questo è il punto di partenza giusto.

Chi è Brian Eno: il musicista che ha ridisegnato il suono

Brian Eno nasce nel 1948 in Inghilterra e debutta sulla scena pubblica nel 1972 come tastierista dei Roxy Music, il gruppo glam-rock che sarebbe diventato uno dei simboli dell’art rock britannico. La sua presenza sulla scena era già allora inconfondibile: chitarra elettrica, sintetizzatore, una gestione del suono da ingegnere più che da virtuoso, e un’estetica volutamente cerebrale e androgina che lo distingueva nettamente dai colleghi di band.

Ma è dopo l’abbandono dei Roxy Music che Eno costruisce la sua identità artistica più autentica. Nel corso degli anni Settanta e Ottanta pubblica undici album solisti che coprono un arco stilistico impressionante: dal rock progressivo sperimentale fino a quello che lui stesso avrebbe battezzato musica ambient — un genere da lui praticamente inventato, fatto di dinamiche basse, texture sonore sfumate, assenza di ritmo pulsante, e una ricerca ossessiva sul timbro, ovvero sul “colore verticale del suono”, la dimensione armonica sovratonale che determina perché uno stesso La suonato su un violino, una tromba o una voce umana suoni in modo così diverso.

La sua attività non si limita alla carriera solista. Eno è stato uno dei produttori più richiesti della sua epoca: ha collaborato con David Bowie nella celebre trilogia berlinese (Low, Heroes, Lodger), con Talking Heads, con Robert Fripp, con Harold Budd, con U2 e con decine di altri artisti. Ha fondato una propria etichetta discografica, la Obscure Records, per diffondere la musica sperimentale contemporanea. Ha realizzato installazioni audiovisive in tutto il mondo, combinando musica, video e spazio architettonico in opere che richiedevano — come egli stesso sottolineava — visite ripetute per essere davvero comprese.

È tuttavia nel campo della musica generativa (per approfondire leggi l’articolo Musica generativa: storia, tecniche, compositori e i libri essenziali per capirla) che il contributo di Eno raggiunge la sua massima originalità. Profondamente influenzato dalla musica minimalista di Steve Reich e La Monte Young, e dall’estetica del caso di John Cage, Eno sviluppa fin dagli anni Settanta un approccio compositivo basato su sistemi autonomi: strutture sonore messe in moto che poi si sviluppano con minima interferenza del compositore. Discreet Music (1975) è il primo documento pubblico di questo metodo: due linee melodiche registrate su un sintetizzatore con sistema di loop a ritardo, lasciate girare e sovrapporsi in combinazioni ogni volta diverse. Music for Airports (1978), primo volume della serie Ambient, porta questo principio alla sua forma più compiuta: loop di voci femminili di lunghezze irrelate, avviati contemporaneamente, che producono una sequenza sempre mutevole di accordi e silenzi. La lunghezza dei loop, come Eno stesso racconta, non era misurata con precisione — era semplicemente “ragionevole”. Il risultato era affidato al sistema.

Perché leggere questo libro: cosa analizza Tamm e come lo fa

Il merito principale di Eric Tamm è quello di non limitarsi a descrivere la musica di Eno, ma di smontarla e rimetterla insieme davanti al lettore. Il libro è strutturato in dodici capitoli tematici — non cronologici — che affrontano rispettivamente le influenze artistiche e culturali di Eno, il suo ruolo come critico musicale, il suo rapporto con il pubblico, il processo compositivo, le collaborazioni, la filosofia, e infine l’essenza, la storia e la bellezza della sua musica.

Tamm analizza con precisione le strutture armoniche di brani come 2/1 da Music for Airports, descrivendo con notazione musicale le altezze usate, la durata dei loop, la logica timbrica delle scelte. Ma lo fa senza mai perdere di vista il quadro più ampio: Eno come esempio di un nuovo tipo di compositore che rifiuta la distinzione tra musica colta e musica popolare, che considera lo studio di registrazione come il suo vero strumento, e che costruisce la propria opera intorno all’idea che “il processo del creare non è in larga parte spontaneo: ci sono molti modi di interferire con esso e renderlo più efficiente”.

Particolarmente preziosa è la sezione dedicata al processo compositivo, dove Tamm ricostruisce i cinque metodi di lavoro descritti da Eno stesso: dal registratore tascabile sempre in tasca per catturare idee fugaci, all’entrata in studio senza alcun piano preciso, fino alla composizione da vincoli non musicali deliberati. E poi le Oblique Strategies, il mazzo di carte oracolari ideato da Eno insieme al pittore Peter Schmidt nel 1975 — aforismi criptici e stimolanti da estrarre nei momenti di blocco creativo, modellati filosoficamente sull’antico I Ching cinese — che diventano nella lettura di Tamm un vero e proprio manifesto dell’estetica enoiana.

Il valore del libro per chi studia musica elettronica e sperimentale

Brian Eno: His Music and the Vertical Color of Sound è un testo essenziale per chiunque voglia comprendere le radici intellettuali ed estetiche della musica elettronica contemporanea, della musica ambient, e più in generale di tutti quei generi che pongono al centro il timbro, la texture e l’atmosfera piuttosto che la melodia e il ritmo. Tamm dimostra come Eno abbia costruito un ponte tra il minimalismo accademico, l’arte concettuale, il rock sperimentale e la musica da ascolto passivo, aprendo strade che decine di artisti successivi — dalla scena new age a quella dell’elettronica ambient, dall’IDM alla musica per videogiochi — avrebbero percorso.

Puoi scaricare e leggere il libro gratuitamente al seguente link: Brian Eno: His Music and the Vertical Color of Sound — download gratuito.

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