La colonna sonora de L’agente segreto: Morricone, i fratelli Alves e il suono della dittatura brasiliana

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L’agente segreto (O Agente Secreto, 2025), il film scritto e diretto da Kleber Mendonça Filho che ha trionfato a Cannes conquistando il Premio per la miglior regia e il Premio per il miglior attore a Wagner Moura, è anche e soprattutto un’esperienza sonora. Il regista brasiliano — noto per la sua cura ossessiva nella costruzione del paesaggio acustico dei suoi film — ha costruito per questo thriller storico e politico una colonna sonora a doppio binario: da un lato la musica originale composta dai fratelli Mateus Alves e Tomaz Alves Souza, dall’altro una selezione di brani già editi capaci di ricollocare lo spettatore nel cuore degli anni Settanta brasiliani. Fra questi spicca, in modo inatteso e potente, il nome di Ennio Morricone.

Il film: una fuga nel Brasile della dittatura

Ambientato nel 1977, in piena dittatura militare brasiliana, il film segue Marcelo (Wagner Moura), un professore esperto di tecnologia sulla quarantina che è costretto a lasciare São Paulo per sfuggire a un passato fatto di violenza e segreti. La sua destinazione è Recife, dove spera di ritrovare suo figlio. Ma la città, immersa nella settimana di carnevale, è tutt’altro che il rifugio tranquillo che cercava: sorveglianza, pericolo e memoria si intrecciano in un thriller che usa le convenzioni del cinema di spionaggio per raccontare il costo umano della repressione politica. Il film, coproduzione internazionale tra Brasile, Francia, Germania e Paesi Bassi, ha ottenuto quattro candidature agli Oscar 2026, tra cui Miglior film e Miglior attore.

I fratelli Alves Souza: il suono analogico della tensione

La musica originale del film è firmata dai fratelli Mateus Alves (nato nel 1982 a Recife) e Tomaz Alves Souza, compositori pernambucani già collaboratori di Mendonça Filho nei film Aquarius (2016) e Bacurau (2019). Mateus Alves lavora nel cinema brasiliano dal 2013, costruendo nel tempo un linguaggio personale che fonde la musica popolare del Nordeste brasiliano con tecniche compositive più sperimentali, con influenze che spaziano dalla musica classica contemporanea al jazz. Tomaz Alves Souza è anch’egli un compositore di lunga esperienza, con colonne sonore all’attivo fin dai primi anni Duemila.

Per L’agente segreto, i due hanno scelto di lavorare con strumenti e tecnologie dell’epoca, costruendo quello che alcuni critici hanno definito un “suspense analogico“: una tensione che sembra nascere direttamente dall’ambiente sonoro del Recife degli anni Settanta, densa, emotivamente carica, costruita per amplificare il silenzio della sorveglianza e l’urgenza delle fughe. L’album della colonna sonora originale è stato pubblicato dalla Lakeshore Records nel dicembre 2025.

Ennio Morricone e il cinema italiano nel cuore del thriller

Accanto alla musica originale, Mendonça Filho ha intrecciato nella colonna sonora una serie di brani preesistenti scelti con precisione chirurgica. Tra questi, il nome più sorprendente è quello di Ennio Morricone: nel film viene utilizzato il brano “Guerra e pace, pollo e brace”, tratto dal film italiano Grazie zia (1968, regia di Salvatore Samperi). Non è una scelta casuale: il brano appartiene a quella stagione morriconiana più sperimentale e inquieta, lontana dagli spaghetti western, perfettamente in grado di restituire un’atmosfera di ambiguità e minaccia sotterranea.

Il titolo originale dell’album Morricone da cui proviene il brano — The Maestro (Secret Morricone) — sembra quasi dialogare con il titolo stesso del film. Una coincidenza o un omaggio voluto? In Mendonça Filho, difficilmente qualcosa è lasciato al caso.

Un mosaico sonoro degli anni Settanta

Il tessuto sonoro del film si arricchisce poi di altri strati. Accanto a Morricone, Mendonça Filho ha inserito brani della cultura musicale brasiliana e internazionale dell’epoca: il rock brasiliano psichedelico di Zé Ramalho e Lula Côrtes (dal leggendario album Paêbirú del 1975), voci della tradizione popolare nordestina come Waldick Soriano e la Banda de Pífanos de Caruaru, ma anche — con un effetto straniante e volutamente anacronistico — Donna Summer con Love to Love You Baby e i Chicago con If You Leave Me Now. Questi ultimi brani ancorano il racconto a una dimensione globale degli anni Settanta, ricordando che la dittatura brasiliana era contemporanea a una cultura pop internazionale di cui il Brasile era parte.

Molti dei dischi selezionati per il film sono stati trovati da Mendonça Filho in persona in una storica vinileria di Recife, dimostrando come il processo di ricerca musicale per lui sia inseparabile da quello di costruzione narrativa.

Una colonna sonora candidata agli Oscar

Il lavoro di Mateus Alves e Tomaz Alves Souza su L’agente segreto ha ricevuto una candidatura al Premio Platino 2026 nella categoria Miglior musica originale, confermando il riconoscimento internazionale per un progetto sonoro che va ben oltre la semplice accompagnatura. La musica, in questo film, è struttura, è memoria, è denuncia. Ascoltare la colonna sonora de L’agente segreto — anche staccata dalle immagini — significa immergersi in una delle più convincenti ricostruzioni sonore del cinema politico contemporaneo.

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