Il 26 maggio 2026 ricorre il centenario della nascita di Miles Davis, uno dei musicisti più influenti dell’intera storia della musica del Novecento. Un anniversario che invita a riscoprire il suo immenso catalogo compositivo, fatto di capolavori che hanno attraversato decenni e generi, dal bebop al jazz modale, dal fusion all’elettronica. Per celebrare questa ricorrenza nel modo più utile possibile per chi studia e suona, segnaliamo oggi una risorsa preziosa disponibile gratuitamente in rete: il Miles Davis Real Book, una raccolta completa di 57 lead sheets delle sue composizioni più significative, pubblicata da Hal Leonard nella edizione in chiave di Do (C Edition).
Cosa sono i real book nel jazz
Per chi non avesse già letto il nostro articolo dedicato, vale la pena di richiamare brevemente il concetto. Un real book — chiamato anche fake book — è una raccolta di lead sheets, ovvero spartiti semplificati che riportano la melodia, gli accordi cifrati e il testo (quando presente) di un brano, senza la partitura completa per tutti gli strumenti. Sono strumenti fondamentali nella pratica del jazz, perché permettono ai musicisti di eseguire e improvvisare su un repertorio condiviso, conoscendo la struttura armonica e melodica del pezzo senza dover leggere una partitura orchestrale. Nel jazz, la tradizione del real book nasce negli anni Settanta con le famose pubblicazioni non ufficiali del Berklee College of Music, poi evoluta in edizioni legali e revisionate da grandi editori come Hal Leonard.
Il Miles Davis Real Book: una panoramica generale
Il volume in questione è interamente dedicato alla produzione compositiva di Miles Davis e raccoglie 57 composizioni in formato lead sheet, tutte trascritte per strumenti in chiave di Do. Si tratta di un’edizione curata da Hal Leonard, con ISBN 0-634-00504-9, che copre un arco temporale straordinariamente ampio: dalle prime composizioni bebop della fine degli anni Quaranta fino alle produzioni jazz-rock degli anni Ottanta. Ogni brano riporta la melodia notata, le sigle degli accordi, le indicazioni di stile (Moderate Swing, Med. Blues, Uptempo Jazz/Rock, ecc.) e, dove necessario, note esecutive per i musicisti.
Il repertorio bebop e hard bop
Una parte consistente del volume è dedicata alle composizioni che Miles Davis scrisse nel contesto del bebop e dell’hard bop, nei primi anni della sua carriera. Tra i brani più rappresentativi di questa sezione troviamo Boplicity (Be Bop Lives), scritta insieme a Gil Evans, con il suo incedere a tempo medio di bop e una struttura armonica raffinata in due sezioni (A e B). Figura poi Budo, composta con Bud Powell, un uptempo bop caratterizzato da un movimento cromatico serrato tra accordi di settima. Deception, con il suo Med. Bop su struttura tripartita, e Half Nelson, fast bop con coda elaborata, completano questo nucleo stilistico. Sono brani che documentano il Miles Davis formatosi accanto a Charlie Parker, ancora radicato nella tradizione bop ma già proteso verso nuovi orizzonti armonici.
Il jazz modale: Kind of Blue e oltre
La sezione più celebre del volume comprende i brani legati al capolavoro assoluto del jazz modale: Kind of Blue (1959). Qui troviamo All Blues, un blues in 6/8 a tempo medio con una struttura armonica essenziale e una melodia dal forte carattere evocativo. C’è poi Blue in Green, una ballad di rara bellezza in forma AABA, con accordi di settima di vario tipo che si muovono in una logica quasi impressionista. Flamenco Sketches propone invece un approccio modale libero su scale diverse, senza una struttura a chorus prefissata. E naturalmente So What, forse il brano più iconico dell’intero catalogo davisiano: la lead sheet mostra chiaramente la struttura AABA dove la sezione B è un semitono sopra rispetto all’A, con accordi di settima minore in posizione aperta eseguiti in risposta al tema del contrabbasso.
Le composizioni in stile blues
Miles Davis ha sempre mantenuto un rapporto profondo con il blues, e questo real book lo dimostra con una nutrita serie di composizioni in questo stile. Freddie Freeloader, anch’essa da Kind of Blue, è un blues in Bb a tempo medio, con una struttura essenziale e una melodia immediatamente riconoscibile. Blue Haze è invece uno slow blues con coda (Coda) e una scrittura melodica più ornamentata. Green Haze propone un blues a tempo medio con una progressione armonica ricca di accordi diminuiti e settima. Sid’s Ahead, Vierd Blues e Blues No. 2 — quest’ultima con la nota indicazione “Melody is improvised” — completano un panorama che mostra quanto la forma blues sia stata per Davis non un punto di partenza ma un linguaggio sempre vivo e reinventato.
Il periodo modale e i quintetti degli anni Sessanta
Gli anni Sessanta rappresentano un secondo apice creativo per Miles Davis, con il celebre secondo grande quintetto — Wayne Shorter, Herbie Hancock, Ron Carter, Tony Williams — che produsse una serie di composizioni di altissimo livello. Il real book include Agitation (Moderate Swing, con armonie libere), Circle (Med. Jazz Waltz, in 3/4), Eighty One (composta con Ronald Carter, in stile moderato con ottavi diritti), Mood (Med. Waltz, scritto insieme a Ronald Carter), Thisness e Water on the Pond, brani che documentano il cosiddetto “time, no changes” — un approccio in cui il ritmo continua ma la progressione armonica diventa libera o indeterminata.
Il jazz-rock e il periodo elettrico
Con Bitches Brew (1970) Miles Davis aprì una stagione completamente nuova, quella del jazz-rock o fusion. Anche questa fase è ben rappresentata nel volume. Bitches Brew è trascritto in forma piuttosto complessa, con sezioni “Freely” e blocchi armonici densi. Spanish Key propone un groove uptempo Jazz/Rock in mi maggiore, con ripetizioni libere per i soli. It’s About That Time e Shhh/Peaceful, entrambe tratte dall’album In a Silent Way (1969), mostrano invece un approccio più sospeso e meditativo, con la melodia indicata come improvvisata e le armonie flessibili. Ife, da Big Fun, presenta un groove ipnotico su accordi fissi con i soli “wide open”. Il periodo elettrico di Davis è forse il più difficile da rendere in forma di lead sheet, eppure queste trascrizioni riescono a catturarne l’essenza strutturale.
Collaborazioni con Gil Evans e altri compositori
Numerosi brani del real book sono firmati non solo da Miles Davis ma in collaborazione con altri musicisti. Gil Evans compare come co-autore di Boplicity e Petits Machins (Uptempo Jazz/Rock, scritta per l’album Filles de Kilimanjaro). Ronald Carter è co-autore di Eighty One e Mood. Victor Feldman co-firma Seven Steps to Heaven, un fast bop con struttura elaborata in tre sezioni (A, B, C). Bud Powell compare con Budo e John Scofield con What It Is (Med. Jazz/Rock, tratta dall’album Decoy del 1984). Queste co-autorshipmostrano come Davis fosse anche un formidabile catalizzatore di talenti altrui.
Standard e brani meno noti da riscoprire
Accanto ai capolavori più celebri, il volume include una serie di composizioni meno note che meritano attenzione. Nardis, in Med. Swing, è uno dei brani più amati dai pianisti jazz, spesso associato a Bill Evans (che lo incise con il suo nome). Solar, in Med. Swing su una struttura di 12 misure non convenzionale, è un’altra composizione di grande interesse per i musicisti. Four è un brano in Med. Swing con una progressione armonica piena di cromatismi. Tune Up, fast bop su una sequenza di II-V-I in tonalità discendenti, è uno degli standard jazz più suonati nelle jam session di tutto il mondo. Milestones, nella versione del 1958 con il suo hard bop dalla scrittura contrappuntistica, e Circle in the Round, con la sua armonia flessibile e i soli aperti, completano una selezione che spazia in ogni angolo della creatività davisiana.
Come usare questo real book nello studio
Il Miles Davis Real Book è uno strumento prezioso sia per i musicisti jazz di ogni livello sia per chi si avvicina per la prima volta allo studio dell’improvvisazione. Per i principianti, brani come Freddie Freeloader, All Blues e So What offrono strutture armoniche relativamente semplici su cui costruire i primi approcci all’improvvisazione modale. Per i musicisti più avanzati, brani come Milestones, Seven Steps to Heaven, Nardis e le composizioni del periodo elettrico offrono sfide armoniche e ritmiche di alto livello. La discografia inclusa nel volume — che rimanda agli album originali per ciascun brano — è un ulteriore invito ad ascoltare le registrazioni di riferimento, indispensabili per comprendere il fraseggio, i tempi e le dinamiche che Miles Davis intendeva per ciascuna composizione.
Il file è scaricabile gratuitamente in formato PDF al seguente indirizzo: jstreetjazz.com.


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