Mozart a Milano nel 1770: la lettera a Nannerl che racconta il carnevale, l’opera e la vita del grande compositore

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Il 27 gennaio 1756 nasceva a Salisburgo Wolfgang Amadeus Mozart. Il 2026 segna quindi il suo 270° anniversario, una ricorrenza che il mondo della musica sta celebrando con concerti, festival e iniziative in tutto il mondo — da Salisburgo a Verona, da Bologna a Torino. È un’occasione che ho voluto cogliere anche su musicainformatica, dando il via a una serie di articoli dedicati al compositore: non solo alla sua musica, ma anche alla sua vita, ai suoi viaggi, alle persone che lo circondavano e ai documenti straordinari che ci ha lasciato. Questo primo articolo parte da una lettera autografa conservata gratuitamente online alla Library of Congress di Washington: due pagine scritte a Milano il 3 marzo 1770 da un quattordicenne curioso e vivacissimo, indirizzate alla sorella Nannerl rimasta a Salisburgo. Un documento piccolo nella forma, grande nella sostanza.

Il 27 gennaio 1756 nasceva a Salisburgo Wolfgang Amadeus Mozart. Il 2026 segna quindi il suo 270° anniversario, una ricorrenza che il mondo della musica sta celebrando con concerti, festival e iniziative in tutto il mondo — da Salisburgo a Verona, da Bologna a Torino. È un’occasione che abbiamo voluto cogliere anche su musicainformatica.it, dando il via a una serie di articoli dedicati al compositore: non solo alla sua musica, ma anche alla sua vita, ai suoi viaggi, alle persone che lo circondavano e ai documenti straordinari che ci ha lasciato. Questo primo articolo parte da una lettera autografa conservata gratuitamente online alla Library of Congress di Washington: due pagine scritte a Milano il 3 marzo 1770 da un quattordicenne curioso e vivacissimo, indirizzate alla sorella Nannerl rimasta a Salisburgo. Un documento piccolo nella forma, grande nella sostanza.

Mozart e il grand tour italiano: un ragazzo prodigio sulle strade d’Italia

Il 13 dicembre 1769 Wolfgang Amadeus Mozart, tredici anni appena compiuti, partì da Salisburgo con il padre Leopold per quello che sarebbe diventato il primo di tre fondamentali viaggi in Italia. La penisola era, in quel secolo, il centro indiscusso della musica colta europea, e soprattutto la culla incontrastata dell’opera lirica. Tra le più importanti conoscenze che Mozart fece durante questo viaggio spicca quella del conte trentino Carlo Giuseppe di Firmian, descritto come il “re di Milano”, un influente mecenate e colto patrocinatore delle arti, il cui sostegno sarebbe stato vitale per il successo dell’intero progetto italiano. Wikipedia

Il percorso toccò Innsbruck, poi Bolzano, Rovereto, Verona e Mantova prima di raggiungere Milano. La sosta a Verona durò due settimane, durante le quali Wolfgang tenne un concerto pianistico per l’Accademia Filarmonica nella Sala Maffeiana del Teatro Filarmonico. Padre e figlio assistettero anche a una rappresentazione del Ruggiero di Pietro Alessandro Guglielmi, che Wolfgang descrisse in modo sprezzante in una lettera a sua sorella. Era già, a tredici anni, un ascoltatore esigente.

Milano, gennaio 1770: il Teatro Ducale e l’opera di Piccinni

La coppia arrivò a Milano il 23 gennaio e trovò un comodo alloggio nella canonica della chiesa di San Marco, non lontano dal palazzo del Conte Firmian. In attesa di incontrare il Conte, il 2 febbraio assistettero all’opera di Niccolò Piccinni, Cesare in Egitto, al Teatro Regio Ducale.

È proprio questa l’opera che Wolfgang frequentava durante le settimane in cui scrisse la lettera a Nannerl. Quando parla di essere stato all’opera “sei o sette volte”, si riferisce con ogni probabilità alle recite del Cesare in Egitto di Piccinni, una delle produzioni più importanti della stagione milanese di quell’inverno. Durante il soggiorno milanese Wolfgang frequentava il Teatro Ducale, dove ascoltava opere, e partecipava a feste da ballo. Il Ducato era governato dagli Asburgo e i funzionari pubblici erano in gran parte austriaci. Tra le righe

Al Teatro Ducale, annesso al Palazzo Reale, Mozart avrebbe poi presentato per la prima volta, nel dicembre di quell’anno stesso, la sua prima opera lirica, il Mitridate, re di Ponto, che fu un enorme successo. Ma in marzo la commissione era ancora di là da venire: Wolfgang era ancora uno spettatore attento e curioso, che studiava il teatro dall’interno della sala.

Milano, inverno 1770: il carnevale, le maschere e la festa da ballo

La lettera del 3 marzo è, tra tante altre cose, un documento etnografico insolito e vivacissimo. Mozart descrive alla sorella due eventi tipici del Carnevale Ambrosiano milanese con la precisione di un cronista e l’entusiasmo di un ragazzo che si diverte davvero.

La facchinata, spiega Wolfgang, è una mascherata in cui le persone si travestono da facchini o servitori. C’era una barca trascinata per le strade con sopra molte persone, accompagnata da quattro o sei gruppi di trombettieri, tamburini e suonatori di altri strumenti. La chiccherata, invece, era un corteo a cavallo di uomini travestiti da chiccheri, termine milanese per quelli che altrove si chiamavano petits-maîtres, ovvero i bellimbusti o damerini dell’epoca. Durante l’anno il Ducale proponeva al pubblico tre opere serie commissionate per la stagione del Carnevale, dal 26 dicembre al primo giorno di quaresima. Il Carnevale Ambrosiano era un importante momento di aggregazione sociale: per strada e a teatro i cittadini indossavano le maschere tradizionali della Commedia dell’arte e i costumi legati al folklore popolare.

La festa da ballo, come annota Wolfgang con arguzia, somigliava a quella di Vienna — iniziava dopo l’opera — ma con una differenza che il quattordicenne salisburghese nota e giudica favorevolmente: “il ballo è più ordinato“.

Le figure citate nella lettera: chi erano le persone del mondo di Mozart

La lettera non è solo un resoconto di svaghi. Nella parte finale Wolfgang chiede notizie di alcune persone care rimaste a Salisburgo, e i nomi che cita aprono una finestra preziosa sul suo mondo affettivo e sociale.

Il signor von Amann — Wolfgang esprime sollievo nell’apprendere che sia guarito da un incidente. Si tratta quasi certamente di Basil von Amann, commerciante e musicista dilettante di Salisburgo, amico di famiglia dei Mozart con cui i due fratelli erano in contatto epistolare.

Madame Rosa — La menzione di quale maschera indossasse durante il Carnevale suggerisce una conoscenza del circolo aristocratico-borghese di Salisburgo, probabilmente una dama dei salotti frequentati dalla famiglia.

Il signor von Mölk — Con ogni probabilità si tratta di un membro della famiglia von Mölk, una delle più importanti famiglie aristocratiche salisburghesi. Il nome ricorre spesso nell’epistolario mozartiano e nella cerchia di amicizie dei due fratelli.

Il signor von Schiedenhofen — Johann Baptist Joseph von Schiedenhofen era uno dei più cari amici di Nannerl, tanto che nel diario di lei il suo nome compare decine di volte. Era un giovane aristocratico salisburghese con cui la sorella di Mozart aveva un rapporto di grande confidenza, e forse qualcosa di più. Wolfgang sapeva bene quanto quella menzione avrebbe fatto piacere alla sorella.

Il conte Firmian — La figura più influente della lettera, anche se citata solo di sfuggita: Mozart scrive che “lo steward del conte Firmian” li ha invitati a festeggiare l’ultimo giorno del soggiorno. Carlo Giuseppe Firmian, ministro plenipotenziario austriaco e governatore generale della Lombardia, era un mecenate colto e attivo, protettore di artisti tra cui Giuseppe Parini, e il suo supporto fu vitale per il successo dell’intero viaggio in Italia dei Mozart. Fu proprio il patrocinio di Firmian a garantire a Wolfgang la commissione del Mitridate, re di Ponto, e fu lui a fornire ai Mozart le lettere di presentazione per i successivi soggiorni italiani. Kcl

Chi era Nannerl, la sorella di Mozart

La destinataria della lettera è Maria Anna Mozart, nota per tutti come Nannerl. Nata a Salisburgo il 30 luglio 1751, era quindi di cinque anni più grande di Wolfgang, e come lui rivelò un precoce talento musicale: da bambina si esibiva al suo fianco al clavicembalo durante le tournée organizzate dal padre in molte città europee, tra cui Vienna e Parigi. Wikipedia

Nannerl venne avviata allo studio del clavicembalo e del fortepiano in giovane età. Questi due strumenti erano gli unici consentiti a una femmina nell’Austria del diciottesimo secolo, e l’esercizio della musica veniva interdetto alle donne dal momento in cui raggiungevano l’età da marito.

Quando Wolfgang partì per l’Italia, Nannerl aveva diciotto anni ed era rimasta a Salisburgo. La sorella di Mozart divenne un’eccellente pianista e un’insegnante di musica molto apprezzata. Il fratello aveva un’alta opinione del suo talento e le sottoponeva abitualmente le proprie partiture per averne un parere. In una lettera del luglio 1770 Wolfgang le scriveva: “Sono stupefatto! Non sapevo fossi in grado di comporre in modo così grazioso.”

Due grandi ostacoli si opposero alla realizzazione artistica di questa musicista: l’essere nata donna nel tardo Settecento, e l’avere un fratello estremamente ingombrante — un fratello al servizio del quale lei lavorò per una buona parte della sua vita, dando lezioni di musica per finanziare i suoi viaggi artistici. Nessuna delle sue composizioni ci è giunta. Fu costretta dal padre a sposare un barone che non amava, si trasferì lontano da Salisburgo, e il rapporto con Wolfgang si raffreddò progressivamente fino a interrompersi del tutto dopo la morte del padre nel 1787. In seguito alla prematura scomparsa di Wolfgang nel 1791, però, Nannerl diede un contributo di notevole importanza alla promozione della sua figura, collaborando con i biografi, autenticando le sue composizioni e incentivandone la pubblicazione. Morì nel 1829 a settantotto anni.

La lettera autografa alla Library of Congress: come vederla online gratuitamente

Il documento originale è conservato alla Music Division della Library of Congress di Washington, all’interno della prestigiosa Gertrude Clarke Whittall Foundation Collection. Si tratta di un manoscritto autografo firmato, scritto a inchiostro su due pagine di 22 x 16 cm, in tedesco.

La cosa straordinaria è che chiunque può vederlo gratuitamente, senza registrazione, direttamente online. Il documento è disponibile in formato PDF completo e in immagine JPEG ad alta risoluzione, che permette di osservare da vicino la grafia veloce e disordinata del quattordicenne Mozart. Il PDF include, oltre al manoscritto, anche la pagina del libro The Letters of Mozart and His Family (Macmillan, 1966) a cura di Emily Anderson, con la trascrizione e la traduzione inglese della lettera, identificata con il numero 82a.

Le lettere di Mozart: una fonte storica insostituibile

La lettera a Nannerl del 3 marzo 1770 non è un caso isolato. L’epistolario di Mozart, noto anche per la giocosità scurrile di alcune lettere, è stato reso pubblico nella sua interezza solo in tempi recenti. Si tratta di un corpus immenso — centinaia di lettere scritte nell’arco di tutta la sua vita — che costituisce una delle fonti biografiche più vivide e dirette che la storia della musica possieda.

Le lettere dall’Italia sono tra le più preziose: raccontano di un ragazzo che apprende, ascolta, giudica, scherza e ama. Che si stupisce dei chiccheri a cavallo per le strade di Milano e si preoccupa della salute del signor von Amann. Che è già, a quattordici anni, un osservatore del mondo con uno sguardo tutto suo.

La raccolta curata da Emily Anderson resta la più completa in lingua inglese e si trova in molte biblioteche pubbliche. Per chi vuole esplorare ulteriormente, l’archivio della Mozarteum Foundation di Salisburgo offre accesso digitale a un numero crescente di documenti originali, rendendo oggi più semplice che mai avvicinarsi all’uomo dietro al genio.

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