Rivista Il Blues: la storica testata italiana di blues da scaricare gratis

Avatar Alex Di Nunzio

Riviste italiane dedicate al Blues, con contenuti di qualità e con una certa storia alle spalle, non sono una cosa di tutti i giorni. Per questo motivo, quando durante la mia ultima sessione di ricerca su risorse musicali disponibili gratuitamente in rete, mi sono imbattuto nell’archivio liberamente consultabile di questa testata, ho deciso senza indugi di farne un articolo da condividere con tutti.

Anche se, devo ammettere, inizialmente ero stato preso da un maggiore entusiasmo, perchè ero convinto che avessero deciso di condividere in rete tutti i numeri pubblicati dagli anni Ottanta fino ad oggi – e questo sarebbe stato un regalo grandioso – ma poi mi sono dovuto arrendere di fronte all’evidenza che la copertura si riferisce solo a circa un decennio. Benché io mi sia accorto che l’upload di questi numeri è cosa piuttosto recente, e questo mi fa sperare che nei prossimi mesi il vuoto possa essere colmato. Continuate a seguire il blog, se siete interessati ad un aggiornamento su questo materiale. In ogni caso, veniamo alla risorsa attuale.

Per oltre quarant’anni la rivista Il Blues è stata il punto di riferimento italiano per chi voleva conoscere la musica afroamericana oltre la superficie dei grandi nomi. Nata a Milano nel 1982 e rimasta per tutta la sua storia l’unica testata del nostro paese dedicata interamente al blues, oggi rende disponibile gratuitamente una parte importante del suo archivio: tutti i numeri digitali dal 2013 al 2022 e, da pochi giorni, il numero 1 del dicembre 1982. In questo articolo ricostruiamo la storia della rivista, descriviamo il primo numero e indichiamo quali numeri si possono scaricare in pdf. In fondo all’articolo trovi i link alla pagina dell’archivio.

Storia della rivista Il Blues, dal 1982 all’ultimo numero

Il Blues nasce a Milano nel dicembre 1982 per iniziativa di Marino Grandi, che ne è stato direttore per tutta la vita della testata. Attorno a lui si riunisce un gruppo di giornalisti, musicisti, disc jockey e semplici appassionati, molti dei quali erano stanchi di trovare il blues relegato a poche pagine nelle riviste rock. La casa editrice prende il nome di Edizioni Blues e Dintorni, una scelta che dichiara fin da subito l’intenzione di non chiudersi in un recinto di genere.

La rivista è un trimestrale e per lunghi anni viene diffusa quasi esclusivamente in abbonamento e attraverso pochi negozi di dischi specializzati, senza passare dalle edicole. Nel primo editoriale la redazione ricordava che in Italia, prima di allora, c’era stato un solo tentativo simile, l’esperienza di Blues Power nel 1973, e guardava come modello alle riviste straniere del settore, in particolare all’inglese Blues Unlimited.

Con gli anni Il Blues cresce: aumentano le pagine, migliorano la carta e la grafica, si allarga la rete dei collaboratori, anche dall’estero. Il riconoscimento internazionale più importante arriva il 7 febbraio 2009, quando la Blues Foundation di Memphis assegna alla rivista il Keeping the Blues Alive Award nella categoria dedicata alla stampa. Nel 2022 lo stesso Marino Grandi riceve il premio della European Blues Union nella categoria media, per il suo lavoro di diffusione del blues in Italia e in Europa.

Il passaggio decisivo avviene con il numero 122 di marzo 2013: Il Blues abbandona la carta e diventa una rivista solo digitale, scaricabile in pdf, mantenendo però la stessa impostazione. Con il numero 134 del 2016 arriva un rinnovamento dell’impaginazione, sempre nel segno del bianco e nero. L’ultimo numero pubblicato è il 161 di dicembre 2022, che chiude un percorso di quarant’anni. Il 9 novembre 2023 Marino Grandi è scomparso; il progetto prosegue oggi come portale online, con recensioni, articoli e cronache di concerti.

Il taglio editoriale: il blues e i suoi dintorni

Il cuore della rivista è sempre stato il blues afroamericano, raccontato con un approccio che unisce passione e rigore documentario. Fin dal primo numero, però, la redazione ha scelto di accogliere anche le forme musicali vicine: rhythm & blues, soul, gospel, blues bianco e rock-blues. Il nome stesso della casa editrice, Blues e Dintorni, riassume questa impostazione.

Gli strumenti del racconto sono quelli di una rivista di cultura musicale: biografie di artisti, schede sugli stili, interviste, recensioni di dischi e libri, articoli tematici, segnalazioni di ristampe e dischi rari. Un tratto distintivo dei primi anni è la discografia, curata con un’attenzione quasi filologica a etichette, numeri di catalogo e date di registrazione. Dal secondo numero la rivista avvia anche un’Enciclopedia biodiscografica del blues a puntate, pensata per essere staccata e raccolta.

La redazione dichiarava di non voler fare un periodico per iniziati, ma una rivista aperta al pubblico più giovane, artigianale nei mezzi e indipendente dagli interessi commerciali. A questo si aggiunge un’attenzione costante alla scena italiana, ai festival e ai musicisti nostrani, e il rapporto diretto con i bluesmen americani, molti dei quali i collaboratori hanno conosciuto e intervistato di persona.

Il numero 1 del dicembre 1982 in pdf

Il numero 1 è il documento più prezioso tra quelli oggi disponibili. È un fascicolo di 28 pagine in bianco e nero, venduto a 2.500 lire, con un abbonamento annuale a 10.000 lire. La redazione era composta da Marino Grandi, Umberto Pontone e Gianfranco Scala, mentre tra i collaboratori compaiono nomi noti della scena blues italiana come Fabio Treves, Guido Toffoletti, Al Aprile e Beppe Modena.

Il sommario dà già un’idea precisa di ciò che la rivista sarebbe diventata:

  • La posta del demonio, la rubrica della posta firmata da Fabio Treves;
  • un lungo ritratto di Alberta Hunter, con la sua carriera tra Chicago, Broadway e l’Europa;
  • un ampio saggio di Marino Grandi su Sleepy John Estes, completato da una discografia dettagliata;
  • le recensioni di dischi di Hound Dog Taylor, Sonny Terry & Brownie McGhee, Jesse Fuller, Fred McDowell, Sonny Rhodes e Big Bill Broonzy;
  • la nuova rubrica Rhythm & Blues e Soul, a cura di Gianni Del Savio;
  • le recensioni di libri, tra cui La musica del diavolo di Giles Oakley e The Legacy of the Blues di Samuel Charters;
  • le novità discografiche internazionali e le notizie dal mondo del blues;
  • Quel che bolle in pentola, con la stagione blues organizzata a Venezia e i concerti in arrivo in Italia;
  • la rubrica dei dischi rari e la discografia di Pink Anderson.

Sfogliarlo oggi significa entrare nell’Italia del blues dei primi anni Ottanta: le pubblicità della serie a prezzo speciale di Fonit Cetra, l’elenco dei negozi di dischi dove trovare la rivista, i cartelloni delle tournée di Champion Jack Dupree, John Lee Hooker e Luther Allison. Un piccolo archivio della scena di allora, oltre che una lettura piacevole.

I numeri della rivista Il Blues disponibili gratis in pdf

Oltre al numero 1, sono scaricabili gratuitamente tutti i numeri usciti in formato digitale, dal 122 al 161, senza interruzioni nella sequenza. Ogni anno comprende quattro numeri, pubblicati a marzo, giugno, settembre e dicembre:

  • 2013: numeri 122, 123, 124, 125
  • 2014: numeri 126, 127, 128, 129
  • 2015: numeri 130, 131, 132, 133
  • 2016: numeri 134, 135, 136, 137
  • 2017: numeri 138, 139, 140, 141
  • 2018: numeri 142, 143, 144, 145
  • 2019: numeri 146, 147, 148, 149
  • 2020: numeri 150, 151, 152, 153
  • 2021: numeri 154, 155, 156, 157
  • 2022: numeri 158, 159, 160, 161

In tutto si tratta di 41 numeri. Come strumento di consultazione è utile anche l’Indice generale della rivista, disponibile in pdf, che raccoglie recensioni, biografie, saggi e interviste pubblicati dal dicembre 1982 al dicembre 2019. Permette di capire in quale numero si trova un articolo su un determinato artista, anche tra quelli non ancora digitalizzati.

Gli arretrati cartacei: perché seguire la pagina dell’archivio

Restano per ora esclusi i numeri dal 2 al 121, cioè tutta la stagione cartacea tra il 1983 e il 2012. La redazione ha annunciato l’intenzione di scansionarli e pubblicarli progressivamente, sempre in pdf gratuito, compresi quelli esauriti da tempo. La pubblicazione del numero 1 sembra proprio l’inizio di questo lavoro.

Sono i numeri più interessanti sul piano storico: raccontano trent’anni di blues in Italia, la nascita e la crescita dei festival, le interviste ai grandi bluesmen americani quando molti di loro erano ancora in attività. Contengono anche le puntate dell’Enciclopedia biodiscografica del blues. Per chi è interessato conviene quindi tornare periodicamente sulla pagina dell’archivio, per scoprire quando verranno pubblicati nuovi arretrati.

Dove scaricare la rivista Il Blues

Tutti i numeri disponibili si trovano sulla pagina Le Riviste di Il Blues Magazine, che è anche il punto da seguire per i futuri arretrati. Il primo numero si può scaricare direttamente da qui: Il Blues n. 1, dicembre 1982 (pdf). Per orientarsi tra quarant’anni di contenuti è utile l’Indice generale della rivista (pdf). I pdf sono messi a disposizione gratuitamente dalla redazione; testi e foto restano di proprietà della rivista e degli autori.

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