Composers Desktop Project


Composers’ Desktop Project è un pacchetto di software per la computer music ideato da Trevor Wishart e alcuni suoi collaboratori. Il progetto fu realizzato sulla base di precedenti esperienze condotte all’IRCAM attraverso il sistema CARL.

Cenni storici – Nel 1986, Trevor Wishart, Andrew Bentley e Richard Orton, ex studenti dell’Università di York, avviarono un progetto collettivo di musica informatica. I tre giovani compositori, ciascuno con esperienze pregresse in centri di musica elettronica analogica, avevano compreso le potenzialità dei computer in applicazioni musicali. Insieme ad altri colleghi, perlopiù programmatori o ingegneri del suono come Martin Atkins, realizzarono il Composers’ Desktop Project che, secondo le parole di Wishart, consisteva in un pacchetto di software dedicati alla musica caratterizzati, a differenza di altri, da una facile accessibilità in termini di distribuzione, economicità e supporto all’utenza.[1]

Caratteristiche – Nelle intenzioni dei promotori, il CDP si rivolgeva principalmente ai privati, ma anche istituzioni, quali università o centri per la musica, che non disponevano delle necessarie risorse finanziarie utili a coprire l’acquisto di programmi e sistemi più onerosi. In questo modo si dava la possibilità, a chi ne avrebbe fatto richiesta, di adottare il pacchetto di software previsto per il CDP ma anche di poterlo riadattare alle proprie esigenze, come avvenne per lo Studio di Musica Elettronica di Vienna, dove svilupparono un’interfaccia grafica personalizzata sulle loro esigenze.[2]

Le radici del CDP – Nel corso degli anni il CDP conobbe in Gran Bretagna grande diffusione e consenso, tra i musicisti ma anche, e soprattutto, tra gli educatori. Alla base del CDP, in un modo o nell’altro, vi è la diffusione e l’utilizzo dei Music N. Da questo punto di vista fu fondamentale l’esperienza condotta anni prima da Wishart all’IRCAM di Parigi, dove ebbe modo di utilizzare il sistema CARL.[2] L’ambiente stimolante di Parigi lo indusse a provare l’utilizzo del computer in combinazione con il Sistema CARL che includeva Cmusic di Moore e il PhaseVocoder. Wishart apprese da solo il funzionamento dei diversi software che caratterizzavano il sistema CARL, e dopo aver acquisito le necessarie competenze, si impegnò nello sviluppo di nuovi software, ideati per le proprie esigenze. Molti di questi furono approntati in modo da gestire i dati ottenuti con il PhaseVocoder.

La situazione inglese – Rientrato in Gran Bretagna, Wishart si ritrovò a lavorare in un ambiente molto differente da quello legato all’IRCAM. Mancava una comunità di riferimento e soprattutto scarseggiavano le risorse disponibili, sia software che hardware.[2] Questa situazione di difficoltà spinse Wishart e gli altri a dare vita al CDP. In quegli anni all’Università di York era già disponibile Csound su un computer mainframe, la svolta per il CDP arrivò con l’acquisto di un computer Atari che spinse Wishart, Bentley e Orton ad effettuare, nel 1986, uno studio di fattibilità per l’implementazione di Cmusic su quella tipologia di computer.[3] Successivamente, ciascuno dei componenti del CDP, lavorò allo sviluppo dei primi software che costituirono il CDP, presentato nel 1987.

I software del CDP – Una parte fondamentale, certamente, era occupata da Csound e Cmusic che, oltretutto, grazie alla loro gratuità e insieme ai finanziamenti della fondazione Gulbenkian, avevano permesso la realizzazione del progetto. Volendo riassumere in un quadro generale i diversi software sviluppati per il CDP si possono individuare tre grandi gruppi: 1) per la sintesi dei suoni 2) utilità per il processamento dei suoni tramite GROUCHO e 3) per la trasformazione dello spettro sonoro. Del primo gruppo fanno parte esclusivamente Music N quali Csound e Cmusic, mentre nel secondo e nel terzo figurano quei software sviluppati specificatamente per il CDP.[4] Tra i più noti figura il processore di segnale GROUCHO, così chiamato in omaggio al gruppo comico dei Fratelli Marx, le cui prime funzioni furono approntate da Bentley. Questo software, al cui sviluppo partecipò anche Wishart, era stato pensato per emulare i processi attuati a livello analogico negli studio dedicati alla musica elettronica; successivamente fu revisionato per ambienti esclusivamente digitali. Del secondo gruppo, quindi, oltre a GROUCHO troviamo le diverse utilità sviluppate per sfruttare tutte le potenzialità di questo processore di segnali. Tra i software del terzo gruppo, invece, ricordiamo quelli di Wishart, che aveva sviluppato ai tempi dell’IRCAM e successivamente riadatti per il CDP. Si tratta di software che permettono di sfruttare i dati analitici dell’FFT. Funzionalità estesa anche ad altri.

Gli altri software e le utilità – Poi troviamo GRANULA, per generare texture basate sulla sintesi granulare, NEWMIXI, per il missaggio e l’editing, ADSYN DRAW, ideato appositamente per consentire un approccio grafico alla definizione delle frequenze e delle ampiezze durante l’utilizzo della tecnica di sintesi additiva. Sempre in questo gruppo vi erano anche utilità sviluppate per migliorare o facilitare le prestazioni con Csound e Cmusic. Tra queste ricordiamo GRANSYN (per generare effetti granulari), WEDGE (per generare texture con uno o più suoni caricati esternamente) e REMIX (per texture strutturali di grandi dimensioni). Poi ancora software per la spazializzazione e un sistema operativo sviluppato da Martin Altkins e dedicato ai calcolatori Atari. Per i software del terzo gruppo, inoltre, Robert Fraser si occupò di sviluppare anche un’interfaccia grafica, semplice e lineare, denominata Sound Shaper.[3]

L’interfaccia grafica – A proposito dell’interfaccia grafica, Wishart fu a lungo contrario all’idea di una sua utilizzazione, in quanto riteneva che molti dei software in circolazione fossero forniti di interfacce molto curate ed accattivanti ma poveri in termini di processamento dei segnali, cosa che restava l’aspetto più rilevante. Tre distinte motivazioni indussero Wishart a cambiare idea: la richiesta esplicita degli utenti, l’avvento del linguaggio Tk/Tcl e la collaborazione di Folkmar Hein, la Berlin Technical University e la DAAD (Deutscher Akademischer Austausch Dienst). Tutto questo portò, nel 1998, alla progettazione dell’interfaccia Sound Loom, terminata nel 2000, che lo stesso Wishart riconobbe come un potenziamento per tutte le caratteristiche del CDP.[1]

Gli ultimi anni – Proseguendo con la storia del CDP un’altra tappa fondamentale è individuata 1996, quando tutto il gruppo fu chiamato a spostare la loro attività presso il Partnership in Advanced Computing Technologies (PACT) di Bristol dove fu avviata una nuova fase con l’aiuto, in particolare, di Richard Dobson. Inizialmente si intraprese il lavoro di trasferimento di tutto il pacchetto del CDP su calcolatori PC e sistema operativo Windows 95, poi a partire dal 2005 si è proseguito, con i finanziamenti della Sonic Art Network, nell’implementazione su computer Machintosh, che ha contribuito ad una più larga diffusione del CDP negli ambienti scolastici.[3]

2014 – In quest’anno il pacchetto del Composers Desktop Project è stato rilasciato in forma gratuita, insieme a tutti i software che lo compongono. Al momento è disponibile per Windows e Mac, mentre per Linux è pronta solo una versione beta. La pagina per il download la potete trovare seguendo questo link.

 

Per scrivere questa voce ho letto:

[1] Trewor Wishart, Computer Music: Some Reflections in The Oxford Handbook of Computer Music, a cura di Roger T. Dean, Oxford University Press, New York, 2009.
[2] Trevor Wishart, Computer Sound Trasformation: A Personal Perspective from the U. K., disponibile on-line sul sito ufficiale del CDP: http://www.composersdesktop.com/trnsform.htm
[3] Archer Endrich, Composers’ Desktop Project: a Musical Imperative, Organised Sound, Vol. 2 [1], 1997.
[4] Eduardo Reck Miranda, Computer Sound Design, Focal Press, Oxford, 2002.

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