Libri scontati fino al 50%? Acquista ora

Music from Mathematics: la computer music delle origini

Music from Mathematics รจ tra le prime raccolte dedicate alla computer music, di certo successiva all’omonima edizione pubblicata due anni prima, nel 1960, ma strutturata per degli obbiettivi molto diversi da quelli che stimolarono questa seconda edizione.

Si tratta di unโ€™edizione su Lp, curata dalla DECCA, che raccoglie la gran parte degli esperimenti realizzati ai laboratori Bell attraverso i software della famiglia Music N sviluppati dalla ricerca condotta da Max Mathews e i suoi collaboratori (tra questi anche John Pierce e Newman Guttman).

Lavori sperimentali ma non solo

Il primo elemento che รจ necessario sottolineare รจ proprio quello relativo alla natura e alla qualitร  estetica dei brani presentati. Si tratta essenzialmente di attivitร  sperimentali che conducono alla realizzazione di lavori indicati come studi, utili allโ€™analisi di particolari problematiche relative allโ€™uso del nuovo strumento informatico o piรน direttamente relative a fatti di tipo musicale.

Lโ€™unico lavoro di un certo interesse estetico, benchรฉ anchโ€™esso riporta la denominazione di studio, รจ Noise Study, di cui ho giร  scritto a proposito della raccolta Selected Works 1961-1969 recensita qui

Gli esperimenti di David Lewin

Interessanti sono anche gli esperimenti condotti da David Lewin. Lewin, ricordato principalmente come teorico della musica, studiรฒ composizione con Roger Sessions e teoria con Milton Babbit. Lโ€™autorevole enciclopedia musicale Grove lo ricorda come il primo compositore professionista che ha composto musica attraverso il computer benchรฉ questo primato, a giudicare la letteratura sullโ€™argomento, sembra appartenere anche a James Tenney. Di certo cโ€™รจ che, allโ€™ascolto, Noise Study si caratterizza per un approccio molto piรน aderente al nuovo mezzo tecnologico, cosa che lo rende di fatto piรน interessante dei due studi di Lewin che, invece, si caratterizzano entrambi per una scrittura contemporanea ma che appare piรน come una imitazione, oltretutto discutibile sul piano timbrico, di composizioni realizzate con strumenti tradizionali.

John Pierce e i primi esperimenti al computer

A parte i lavori sopra citati, la raccolta mette assieme dei brani che potremmo ricordare come reperti di una preistoria tecnologica che suscita curiositร  piuttosto che ammirazione. I lavori di John Pierce, ad esempio, sono sempre finalizzati alla dimostrazione di una qualche qualitร  del computer come la sua capacitร  di elaborare soluzioni timbriche di un certo interesse (รจ il caso di Stochatta, Beat Canon, Variations in Timbre and Attack e Molto Amoroso) oppure per ottenere complesse strutture ritmiche (Melodie, Five Against Seven).

Il padre della computer music: Max Mathews

Medesimo discorso si puรฒ fare per i brani di Max Mathews, sempre orientati alla dimostrazione delle possibilitร  offerte dallo strumento informatico, concentrandosi di volta in volta su aspetti ritmici (May Carol) o timbrici (Joy to the World, The Second Law e Numerology โ€“ questโ€™ultimo รจ strutturato in otto sezioni, ciascuna dedicata ad un aspetto diverso).

Computer Music e Stanley Kubrick

Un caso a parte, invece, รจ quello di Bicycle Built for Two (brano noto anche con il titolo di Daisy Bell). Questo brano fu realizzato per dimostrare le potenzialitร  del computer nella sintesi del parlato. Ha occupato un posto di particolare interesse allโ€™interno della ricerca dei Bell Labs perchรฉ a questo lavoro si interessรฒ anche il regista Stanley Kubrick. Brevemente ricordiamo che il regista britannico, infatti, adoperรฒ questa melodia in 2001, Odissea nello Spazio. Lโ€™intento iniziale era di utilizzare il materiale sonoro sintetizzato da Max Mathews ma Kubrick, alla fine, preferรฌ una voce umana opportunamente elaborata con effetti, a causa della scarsa comprensione del testo nel brano di Mathews.

Pitch Variations: la computer music arriva in Europa

Completano la raccolta: una melodia della tradizione popolare francese realizzata al computer come Frรจre Jacques (per gli italiani, la ben nota Fra Martino), Fantasia di Orlando Gibbons (una composizione del XVI secolo), Theme and Variations (uno studio dello psicologo David Speeth) e, infine, Pitch Variations di Newman Guttman, realizzato a poca distanza da The Silver Scale, il primo brano musicale sintetizzato attraverso un computer e di cui abbiamo accennato scrivendo del Music I. A proposito di Pitch Variations, oltretutto, รจ interessante fare menzione di due fatti storici: รจ stato il primo brano di computer music eseguito in pubblico, durante un concerto di musica elettronica nel 1959 a New York, a presentarlo ci fu Edgard Varรจse. Poi, nel 1962, Pitch Variations fu eseguito a Gravesano, in Svizzera, presso lo studio sperimentale di musica elettronica di Hermann Scherchen, alla presenza, tra gli altri, di Iannis Xenakis.

La copertina di Alex Steinweiss

Unโ€™ultima considerazione. La copertina dellโ€™album fu disegnata dal celebre Alex Steinweiss (scomparso nel Luglio 2011), un grafico di New York noto per aver introdotto le grafiche personalizzate sulle copertine degli Lp, in sostituzione delle anonime confezioni marroni. Nel caso di questโ€™album, se ne apprezza il progetto grafico che gioca con i simboli matematici per eccellenza: addizione, sottrazione, moltiplicazione e divisione. Allโ€™interno di questโ€™ultimo simbolo Steinweiss ha inserito titolo e sottotitolo dellโ€™album.

Chiudo l’articolo con alcune informazioni in merito a questa edizione:

Titolo: Music From Mathematics
Autori: Vari
Etichetta: Decca
Anno: 1962
Tracce: 18
Formato: LP 33 giri
Durata: 0:31.24

Le tracce dell’album sono le seguenti:

  1. Tradizionale โ€“ Frรจre Jacques (San Martino)
  2. Orlando Gibbons โ€“ Fantasia
  3. Max Mathews โ€“ Bicycle Build for Two
  4. John Pierce โ€“ Molto Amoroso
  5. John Pierce โ€“ Variations in Timbre and Attack
  6. John Pierce โ€“ Stochatta
  7. John Pierce โ€“ Five Against Seven: Random Canon
  8. John Pierce โ€“ Beat Canon
  9. John Pierce โ€“ Melodie
  10. Max Mathews โ€“ Numerology
  11. Max Mathews โ€“ The Second Law
  12. Max Mathews โ€“ May Carol
  13. S. D. Speeth โ€“ Theme and Variations
  14. David Lewin โ€“ Study No. 1
  15. David Lewin โ€“ Study No. 2
  16. Newman Guttman โ€“ Pitch Variations
  17. James Tenney โ€“ Noise Study
  18. Max Mathews โ€“ Joy to the World

Commenti

2 risposte a “Music from Mathematics: la computer music delle origini”

  1. pionieri della computer music certo,ma il loro approccio tranne Tenney,era sbagliato….uno strumento nuovo deve generare musica-suoni nuovi,e non imitare strumenti acustici noti,o melodie note, incluso lo stesso Piettro Grossi il quale in principio intraprese anche lui questa strada errata e vecchia….

    1. Sono assolutamente d’accordo con te: l’uso del mezzo informatico ha senso solo se consente qualcosa di nuovo rispetto agli strumenti tradizionali, non solo da un punto di vista timbrico e sonoro ma anche ritmico e strutturale. Comunque sia non stupisce che tra i presenti nell’album solo Tenney dimostri un approccio piรน interessante; del resto รจ l’unico compositore professionista. A mio giudizio non solo compositori e musicisti hanno approcciato il mezzo informatico in maniera errata; leggendo certe considerazioni di Gentilucci sull’uso del computer si capisce che le incomprensioni erano piuttosto diffuse a diversi livelli di competenza musicale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarร  pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Ultimi articoli